Prysmian mantiene un potenziale rialzo anche in uno scenario avverso sull'AI, stima BofA

Prysmian mantiene un potenziale rialzo anche in uno scenario avverso sull'AI, stima BofA
Prysmian resiste allo stress

Un test di stress elaborato da Bank of America indica che Prysmian conserva una valutazione interessante anche ipotizzando un forte rallentamento degli investimenti in intelligenza artificiale e data center. Nello scenario più pessimistico, la banca riduce la stima dell'EBITDA 2028 da 4,4 miliardi a 3,4 miliardi di euro, ma vede ancora un potenziale rialzo di circa il 10% rispetto al prezzo attuale del titolo.

Punti chiave

  • Prysmian mantiene un potenziale rialzo azionario anche escludendo il contributo dei data center, con margine EBITDA di gruppo stimato al 12,2% nel 2028 secondo BofA.
  • BofA conferma per il segmento Transmission un impatto nullo dall'AI e stima EBITDA 2028 a 1,25 miliardi di euro e margine al 21,6%, grazie a un backlog di 17 miliardi di euro fino al 2030.
  • L'impatto negativo atteso sul segmento Power Grid è una riduzione del 10% nell'EBITDA a 638 milioni di euro, con margine al 12,1%, secondo BofA.

Scenario prudente e revisione delle stime

Come riportato da Teleborsa, Bank of America sottopone Prysmian a uno stress test che esclude il contributo incrementale agli utili legato ai data center nei segmenti Power Grid ed Electrification e riporta i risultati di Digital Solutions su livelli inferiori a quelli osservati nelle telecomunicazioni prima dell'espansione trainata dai data center.

In questo quadro, il margine EBITDA di gruppo per il 2028 si attesta al 12,2%. Applicando multipli prudenti ai diversi segmenti, 12 volte per Transmission, 10 volte per Power Grid, 8 volte per Electrification e 6 volte per Digital Solutions, la valutazione sum-of-the-parts continua comunque a indicare spazio di apprezzamento per l'azione.

Nella ricerca, la banca precisa che questo non è lo scenario atteso e sottolinea che nel segmento Digital Solutions eventuali effetti negativi sarebbero probabilmente attenuati dalle clausole contrattuali. L'analisi punta soprattutto a misurare la resilienza degli utili del gruppo in un contesto di domanda più debole legata all'ecosistema AI.

Sostegno dalle reti elettriche e visibilità sugli utili

Una parte rilevante del valore residuo di Prysmian resta sostenuta da attività con dipendenza limitata dalla domanda dei data center. Per il segmento Transmission, BofA ipotizza un impatto nullo e conferma una stima di EBITDA 2028 pari a 1,25 miliardi di euro, con un margine del 21,6%.

Per Power Grid, invece, la banca prevede una riduzione del 10% dell'EBITDA, a 638 milioni di euro, con un margine del 12,1%. Transmission affronta inoltre questo scenario con elevata visibilità sugli utili grazie a un backlog di 17 miliardi di euro fino al 2030.

Secondo la ricerca, il principale motore della crescita significativa di Prysmian fino agli anni '30 resta il più ampio ciclo strutturale di investimenti nelle reti elettriche. Questo elemento, nell'analisi di BofA, contribuisce a limitare l'esposizione del gruppo a un eventuale raffreddamento della spesa collegata ai data center.

In un nostro precedente articolo sulle richieste di connessione alla rete per i data center in Italia, abbiamo evidenziato che Terna segnala oltre 100 GW di domande distribuite su quasi 600 iniziative. L’analisi spiegava che la spinta arriva da cloud, AI, 5G e servizi digitali e che, pur senza criticità immediate di capacità, la crescita richiede un approccio graduale e infrastrutture di rete più flessibili e modulari.

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