Le banche statunitensi si preparano a contestare le nuove norme sulle licenze per le criptovalute.

Le banche statunitensi si preparano a contestare le nuove norme sulle licenze per le criptovalute.
Le banche contestano la politica dell'OCC

Nel settore bancario statunitense sta emergendo una nuova controversia sulle regole di autorizzazione per le criptovalute e le società fintech. Le principali banche temono che le recenti decisioni dell'autorità di regolamentazione finanziaria possano modificare le condizioni competitive del mercato.

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La questione è incentrata sulla politica dell'Office of the Comptroller of the Currency (OCC) degli Stati Uniti, che ha semplificato il processo di ottenimento delle licenze bancarie nazionali per le società che operano nei settori delle criptovalute e dei pagamenti, come riporta The Guardian.

Le banche discutono di una possibile azione legale

Secondo le fonti della pubblicazione, il Bank Policy Institute (BPI), che rappresenta circa 40 delle maggiori banche del Paese, sta valutando la possibilità di intraprendere un'azione legale contro l'OCC. L'organizzazione comprende i leader di importanti gruppi finanziari come JPMorgan, Goldman Sachs e Citigroup.

All'origine della controversia c'è l'ampliamento dell'accesso delle società di criptovalute e fintech alle carte fiduciarie nazionali. Questo status consente alle società di operare in tutti gli Stati Uniti senza ottenere licenze separate in ogni Stato.

Le associazioni bancarie sostengono che questo approccio pone le banche tradizionali in una posizione di svantaggio. A loro avviso, le società di criptovaluta possono offrire servizi finanziari senza essere soggette agli stessi requisiti di vigilanza che si applicano al settore bancario.

A ottobre, la BPI ha esortato l'OCC a respingere le richieste di statuto di trust nazionale presentate da Circle, Ripple e dalla piattaforma di pagamenti Wise. All'epoca, i rappresentanti del settore bancario avevano avvertito che "consentire alle società di scegliere un approccio normativo più leggero, pur offrendo prodotti bancari, potrebbe offuscare i confini legali di ciò che significa essere una 'banca', aumentare il rischio sistemico e minare la fiducia nello stesso statuto di banca nazionale".

L'interesse delle società di criptovalute per tali licenze è cresciuto notevolmente. Alla fine del 2025, Paxos, Fidelity, Ripple, BitGo e Circle hanno ricevuto l'approvazione condizionale dell'OCC per creare banche fiduciarie nazionali negli Stati Uniti. Nel febbraio 2026, anche Crypto.com ha ricevuto l'approvazione condizionata dell'OCC per la creazione di una banca fiduciaria nazionale.

Non è ancora stata presa una decisione definitiva sull'opportunità di intentare una causa. BPI ha rifiutato di commentare pubblicamente un'eventuale azione legale.

I regolatori statali si uniscono alle critiche

Le critiche alle nuove regole non si limitano alle banche più grandi. Anche altri gruppi industriali si sono uniti al dibattito.

La Conference of State Bank Supervisors, che rappresenta i regolatori finanziari di tutti i 50 Stati americani, ha affermato che l'accesso semplificato delle società di criptovalute alle carte federali potrebbe portare a "minare la concorrenza, la protezione dei consumatori e la stabilità finanziaria".

Una posizione simile è quella dell'Independent Community Bankers of America (ICBA), che rappresenta circa 50.000 istituzioni finanziarie regionali. L'organizzazione sostiene che il quadro normativo proposto per le licenze potrebbe creare "una significativa lacuna nel principio fondamentale della regolamentazione bancaria".

Cosa c'è dietro la disputa sulle licenze

Il conflitto tra le banche e l'autorità di regolamentazione fa pensare a cambiamenti più ampi nel settore finanziario. Le società di criptovalute e fintech cercano sempre più di accedere alle infrastrutture e alle licenze bancarie.

Per queste aziende, una carta fiduciaria nazionale apre le porte a operare in tutti gli Stati Uniti, offrendo servizi di pagamento e lavorando con i principali clienti istituzionali. Negli ultimi anni, molti progetti di criptovaluta hanno perseguito una strategia simile nel tentativo di avvicinarsi al sistema finanziario tradizionale.

Per le banche, la questione è strategica. Esse temono che i nuovi operatori possano offrire servizi simili operando in base a requisiti normativi più leggeri. Di conseguenza, il dibattito sulle licenze dell'OCC potrebbe diventare un precedente importante per il settore e determinare il modo in cui le società di criptovalute saranno integrate nel sistema finanziario statunitense nei prossimi anni.

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