Bitcoin crolla mentre gli attacchi iraniani in Kuwait e nello Stretto di Hormuz alimentano le preoccupazioni sui rischi
Bitcoin (BTC) è scambiato a $64.094,01, in calo del 4,42% nella giornata. L’asset si trova al di sotto delle sue principali medie mobili, riflettendo una continuazione del momentum ribassista sia a breve che a lungo termine.
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In evidenza
- Oltre 700 milioni di dollari in posizioni long con leva su Bitcoin sono stati rapidamente liquidati a seguito degli attacchi iraniani e dei deflussi di capitali, causando un intenso deleveraging del mercato.
- Le sanzioni del Tesoro U.S. rivolte agli exchange di criptovalute e ai dirigenti con sede in Iran hanno aumentato i rischi normativi, in concomitanza con riscatti record per 3,4 miliardi di dollari dagli U.S. spot Bitcoin ETFs.
- BTC/USD scambia al di sotto delle principali medie tecniche con una forte pressione ribassista; gli indicatori tecnici suggeriscono un'elevata probabilità di tendenza ribassista nell'intervallo $60.057,74–$68.130,28 nei prossimi giorni.
Deleveraging forzato e deflussi dagli ETF mentre shock geopolitici e regolatori colpiscono
Il 3 giugno, gli attacchi iraniani all’aeroporto internazionale del Kuwait e l’intensificarsi del conflitto nello Stretto di Hormuz hanno portato alla liquidazione forzata di oltre 700 milioni di dollari in posizioni long con leva su Bitcoin, causando un rapido deleveraging nel mercato. Il Dipartimento del Tesoro degli U.S. ha imposto nuove sanzioni al più grande exchange crypto iraniano, Nobitex, e ad altre tre piattaforme con sede in Iran per evasione delle sanzioni e finanziamento del terrorismo, prendendo di mira esplicitamente i dirigenti degli exchange e aumentando i rischi regolatori per le transazioni legate a Bitcoin. Questi sviluppi sono stati aggravati da un’attività record di riscatti superiore a 3,4 miliardi di dollari negli U.S. spot Bitcoin ETF, mentre i grandi trasferimenti di Bitcoin fuori dai wallet di custodia hanno seguito le comunicazioni hawkish della Federal Reserve e contribuito ai deflussi istituzionali.
Forte momentum di vendita mentre BTC testa la resistenza tra indicatori contrastanti
BTC è scambiato sotto la MA-20 a $65.316,62 e la MA-50 a $66.908,74 sul timeframe operativo, posizionandosi ben al di sotto della MA-200 di lungo termine a $79.122,42. La resistenza immediata è definita dal livello Ichimoku Kijun a $64.491,34. Sul fronte degli indicatori, sia MACD che ADX generano forti segnali di vendita, mentre RSI e CCI restano negativi. Stoch RSI ora segnala ipercomprato, mentre BBP indica condizioni di mercato ipervendute con i venditori che mantengono il controllo. AO rimane neutrale, riflettendo segnali contrastanti tra gli oscillatori di breve termine.
Scenario ribassista prevalente mentre diminuiscono le probabilità di breakout
Nel breve termine, si prevede che BTC/USD venga scambiato all’interno di una banda di volatilità compresa tra $60.057,74 e $68.130,28 nelle prossime 2–3 sessioni. La probabilità di un breakout rialzista è considerata molto bassa, mentre un ulteriore momentum ribassista ha una probabilità molto elevata, limitando le possibilità di inversione. Lo scenario di base prevede una fase di consolidamento laterale, con uno scenario rialzista che richiede un movimento sostenuto sopra la resistenza a $64.491,34, e uno scenario ribassista che implica una discesa decisa verso la base dell’attuale range.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che persistenti deflussi istituzionali e liquidazioni forzate stavano instaurando un momentum ribassista per Bitcoin. La recente escalation delle tensioni geopolitiche e delle sanzioni regolatorie ha ulteriormente intensificato la pressione al ribasso, rendendo la resistenza a $64.491,34 una soglia cruciale per qualsiasi potenziale cambiamento nel sentiment di mercato.
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