Italia valuta la flat tax nella Manovra, tra vincoli di gettito e limiti UE
Il dibattito sulla flat tax torna al centro della preparazione della prossima legge di bilancio, mentre in Italia restano già attivi regimi e detassazioni che applicano aliquote sostitutive su specifiche categorie di reddito. La discussione si concentra sia sulle ipotesi di proroga delle misure su alcune voci dello stipendio sia sulla distanza tra la proposta di una tassa unica generalizzata e gli attuali vincoli fiscali e normativi.
Punti chiave
- Italia valuta la proroga della flat tax su componenti retributive nella prossima legge di bilancio, con incognite su conferme e coperture.
- La soglia del regime forfettario, già innalzata a 85.000 euro, vede richieste di aumento a 100.000 euro ma incontra il limite UE della Direttiva 2020/285.
- Il FMI critica l'ampliamento della flat tax per partite IVA, sostenendo che la sua eliminazione amplierebbe la base imponibile e favorirebbe il consolidamento fiscale.
Le misure in campo e i margini della Manovra
Come riportato da Informazione Fiscale, nelle prossime settimane l'attenzione resta puntata sulle flat tax che incidono su alcune componenti della retribuzione, dagli aumenti legati ai rinnovi contrattuali al lavoro notturno. In assenza di conferme, queste misure vengono meno dal prossimo anno e il confronto si sposta sulla loro possibile proroga nella prossima legge di bilancio.Nel dibattito politico italiano, la flat tax in senso ampio indica la sostituzione dell'attuale IRPEF progressiva per aliquote e scaglioni con un'aliquota unica, ipotizzata nel tempo al 5, 15 o 23 per cento. La proposta resta associata ai partiti del centrodestra dal 1994 ed entra anche nella legge delega per la riforma fiscale, ma nel contesto attuale un ulteriore taglio dell'IRPEF appare complesso e rende lontana l'ipotesi di un appiattimento generale della tassazione.
Una forma già esistente di tassazione piatta è il regime forfettario, che prevede un'imposta sostitutiva del 15 per cento. Su questo strumento il governo ha già ampliato la soglia di accesso a 85.000 euro e una parte della maggioranza sostiene ora un ulteriore innalzamento fino a 100.000 euro, ipotesi che però incontra il limite massimo oggi consentito dalle regole UE in base alla Direttiva UE 2020/285.
Impatto su gettito, equità e produttività
I sostenitori della flat tax ritengono che una struttura ad aliquota unica per famiglie e imprese possa ridurre la pressione fiscale italiana, tra le più elevate a livello internazionale, e contribuire anche a contenere l'evasione. L'argomento economico a favore si basa sull'idea che un sistema più semplice e meno oneroso possa aumentare la compliance e lasciare più risorse a contribuenti e attività produttive.Le critiche si concentrano invece sul contrasto con il principio di progressività dell'imposizione e sul rischio di una riduzione marcata delle entrate tributarie. Questo resta uno dei principali ostacoli finanziari alla proposta, soprattutto in una fase in cui gli spazi di bilancio appaiono limitati.
Anche il Fondo Monetario Internazionale esprime più volte una posizione contraria all'ampliamento della flat tax agevolata per i titolari di partita IVA. Secondo il FMI, l'eliminazione di questo regime allargherebbe la base imponibile, renderebbe il sistema più equo e rafforzerebbe il consolidamento fiscale dello Stato, aggiungendo un ulteriore elemento di cautela per eventuali estensioni nella prossima Manovra.
Nel nostro precedente articolo sulle proposte fiscali di Assonime per la legge di bilancio abbiamo ricostruito le 34 misure avanzate per favorire la crescita dimensionale e le aggregazioni tra imprese, intervenendo su avviamento, operazioni straordinarie e disciplina delle azioni proprie. L’approfondimento metteva inoltre a fuoco i nodi del consolidato fiscale, tra tassazione dei dividendi infragruppo e requisiti legati al voto maggiorato, nel più ampio confronto sulla competitività del sistema produttivo italiano in vista della Manovra.
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