Gli NFT sono stati riconosciuti come prodotti: Il caso Yuga Labs crea un precedente legale

Gli NFT sono stati riconosciuti come prodotti: Il caso Yuga Labs crea un precedente legale
Gli NFT sono beni: Cosa significa la sentenza di Yuga Labs

La Corte distrettuale degli Stati Uniti d'America in California ha emesso una sentenza storica: nella causa Yuga Labs contro Ryder Ripps, le NFT sono state ufficialmente riconosciute come prodotti che si qualificano per la protezione del marchio.

Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.

Il giudice ha stabilito che le azioni di Ryder Ripps e Jeremy Cahen - che hanno creato una collezione imitativa chiamata Ryder Ripps Bored Ape - non costituiscono una "parodia", come sostengono, ma piuttosto una violazione commerciale dei diritti di proprietà intellettuale.

Il caso: multe, domini, contratti intelligenti

La causa Yuga Labs contro Ryder Ripps è stata la prima importante sentenza di un tribunale statunitense a definire esplicitamente gli NFT come beni. Non si tratta solo di riconoscimento del marchio, ma di una decisione completa che potrebbe servire da modello per i precedenti futuri.

Secondo la decisione del tribunale, Ripps e Cahen devono pagare a Yuga Labs oltre 1,5 milioni di dollari, l'importo che hanno guadagnato dalla vendita della collezione contraffatta. Devono inoltre trasferire lo smart contract delle NFT in violazione, interrompere completamente le vendite e la commercializzazione dei token che violano il marchio e rinunciare a due domini: rrbayc․com e apemarket․com. Per il cybersquatting, è stato ordinato loro di pagare 200.000 dollari di multa - 100.000 dollari per ciascun dominio. Infine, Ripps e Cahen dovranno coprire le spese legali di Yuga Labs. Dopo aver perso la loro contro-causa, l'importo totale dei danni è salito a 9 milioni di dollari.

Il tribunale ha dichiarato esplicitamente che Ripps e Cahen hanno agito in malafede sfruttando un marchio noto. La loro difesa "satira" è stata respinta e l'uso della registrazione di domini proxy è stato considerato un'offuscamento intenzionale.

Tuttavia, la Corte d'Appello degli Stati Uniti ha parzialmente ribaltato la sentenza, affermando che Yuga Labs non aveva ancora dimostrato che la collezione di NFT di Ripps e Cahen potesse causare confusione nei consumatori. Tuttavia, il messaggio chiave era già stato trasmesso: Gli NFT possono essere considerati beni commerciali.

Non si tratta solo di una nota legale a piè di pagina, ma di un potenziale punto di svolta per l'intero mercato degli asset digitali. Il caso Yuga Labs contro Ryder Ripps, a lungo considerato simbolico, ha affermato per la prima volta che un NFT non è solo un certificato o un metadato: è un bene con funzione commerciale e diritto alla protezione legale.

Un ponte tra il Web3 e il diritto di proprietà intellettuale tradizionale

Finora lo status giuridico degli NFT era rimasto vago: una via di mezzo tra un certificato digitale, un file multimediale o, in alcune giurisdizioni, persino un titolo. Ma i precedenti giudiziari statunitensi hanno introdotto un nuovo quadro giuridico: se un NFT utilizza un logo, un nome o elementi stilistici che assomigliano a un marchio protetto, può costituire una violazione del marchio.

Questo apre un canale diretto tra il Web3 e il diritto della proprietà intellettuale tradizionale. Allo stesso tempo, introduce una nuova area di responsabilità: Gli emittenti di NFT non possono più nascondersi dietro la "distanza dai prodotti fisici". Un token non fungibile è un bene - e questo significa che il controllo del marchio, dello stile visivo e dello slogan deve ora diventare parte del processo di due diligence legale in qualsiasi operazione legata agli NFT.

Cosa significa per il mercato

Questa sentenza obbliga di fatto i progetti NFT a condurre controlli sulla proprietà intellettuale fin dalle prime fasi dello sviluppo. Storicamente, molte collezioni sono state lanciate con una considerazione legale minima. Ma ora il rischio di controversie legali è in aumento - e non solo negli Stati Uniti, dato che la giurisdizione americana è spesso scelta nei modelli di contratto smart.

Anche lo status del mercato secondario sta cambiando. I marketplace saranno tenuti a rispondere ai reclami relativi all'imitazione di marchi in token, in modo simile alle procedure di takedown nell'e-commerce. Se da un lato questo può ridurre i progetti di imitazione, dall'altro aumenta la pressione normativa sulle piattaforme stesse.

Implicazioni per il settore: più diritti, più responsabilità

Sullo sfondo della decentralizzazione, l'idea di una protezione legale per i NFT può sembrare paradossale. Ma in realtà è il segnale di un mercato che sta maturando. Se un token è considerato un prodotto, può essere trattato non solo tecnicamente, ma anche legalmente. Questo avvicina i NFT ai marchi, ai franchising e alle leggi sul copyright.

In questo senso, la sentenza Yuga Labs v. Ryder Ripps invia un chiaro messaggio al settore: se volete essere riconosciuti, dovete rispettare le regole. E lo Stato, che finora non è riuscito a stabilire regole chiare per le NFT, ha iniziato a definirle attraverso i tribunali.

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