Previsioni sul prezzo dell'oro: XAU/USD si avvicina a $3.000 mentre i funzionari statunitensi minimizzano il rischio di recessione
Il prezzo dell'oro è sul punto di rompere la barriera dei 3.000 dollari l'oncia per la prima volta nella storia, dopo aver esteso il suo guadagno da un anno all'altro al 14%. Il metallo ha registrato tre sessioni rialziste consecutive, con un'impennata del 2% giovedì che lo ha portato a superare il precedente massimo storico di 2.956 dollari. Nonostante l'RSI in ipercomprato, il momentum rimane forte, a testimonianza della continua domanda di metallo prezioso.
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Venerdì 10 marzo l'oro ha superato brevemente i 2.990 dollari l'oncia, ma da allora l'azione dei prezzi si è limitata a una stretta fascia tra i 2.995 e i 2.980 dollari. L'RSI a 4 ore rimane in territorio di ipercomprato, ma il mercato non mostra segni immediati di ripresa. Gli operatori guardano invece al livello psicologicamente significativo di 3.000 dollari come prossima soglia importante.
Dinamica del prezzo dell'oro (febbraio 2025 - marzo 2025). Fonte: TradingView.
Le politiche commerciali statunitensi e il rischio di recessione guidano le prospettive rialziste dell'oro
Al di là dei fattori tecnici, il rally dell'oro è sostenuto dalle persistenti preoccupazioni per le politiche commerciali statunitensi. Gli investitori si sono spostati verso beni rifugio a causa della crescente incertezza sull'impatto dell'aggressiva posizione commerciale del presidente Donald Trump. Il tira e molla sui dazi, finalizzato a ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti, ha alimentato una domanda sostenuta di oro, mentre i mercati azionari faticano a trovare una direzione.
Le recenti dichiarazioni dei funzionari statunitensi hanno aumentato il disagio del mercato. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha minimizzato i timori di una recessione, definendo il cambiamento economico un "periodo di disintossicazione", mentre il Segretario al Commercio Howard Lutnick ha suggerito che una flessione sarebbe "utile" per raggiungere gli obiettivi politici. Questa presa di posizione ha alimentato un ulteriore sell-off dei titoli azionari statunitensi, rafforzando il fascino dell'oro come asset difensivo.
Con l'oro ormai a breve distanza da 3.000 dollari, la prossima mossa dipenderà dal mantenimento dello slancio degli acquirenti o dalle prese di profitto. Una rottura confermata al di sopra dei 3.000 dollari potrebbe aprire le porte a ulteriori guadagni, mentre un eventuale ripiegamento troverebbe probabilmente un supporto intorno al livello di 2.956 dollari.
L'oro è salito grazie alla debolezza dei dati sul lavoro negli Stati Uniti, che hanno rafforzato le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed. Il prezzo ha toccato i 2.946 dollari prima di ripiegare a 2.935 dollari, confermando il breakout dal consolidamento di sei giorni.
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