Il biologico in Italia accelera, vendite a 6,9 miliardi nel 2025
La domanda di prodotti biologici continua a crescere in Italia, con un contributo sempre più rilevante dei consumi fuori casa. I nuovi dati arrivano dall’Osservatorio Sana di Nomisma, presentato al Sana di Bologna che si chiude oggi 24 febbraio, nell’ambito dell’iniziativa “Rivoluzione Bio” in collaborazione con Federbio e Assobio, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore.
In evidenza
- Nel 2025 le vendite di biologico in Italia hanno raggiunto 6,9 miliardi di euro, in aumento del 6,2% rispetto all’anno precedente.
- La distribuzione moderna copre il 64% dei consumi domestici di biologico con 3,5 miliardi di euro, registrando una crescita del 6,1% su base annua.
- Il 26% degli operatori prevede un aumento degli acquisti di materie prime bio nei prossimi 2-3 anni nonostante il 28% si attenda una riduzione delle occasioni di consumo fuori casa.
Dati 2025 e canali di vendita
Nel 2025 le vendite di biologico nel mercato italiano hanno raggiunto 6,9 miliardi di euro, in aumento del 6,2%. I consumi domestici valgono 5,5 miliardi, mentre oltre 1,35 miliardi derivano dal canale fuori casa. La distribuzione moderna resta il primo canale di acquisto per i consumi domestici, con il 64% del totale. Nel 2025 le vendite nella distribuzione moderna si attestano a 3,5 miliardi di euro, con una crescita del 6,1% rispetto al 2024. I negozi specializzati Bio intercettano il 20% dei consumi interni e nell’ultimo anno hanno registrato un incremento del valore delle vendite del 7,5%.Fuori casa, adozione e prospettive operative
Secondo l’indagine di Nomisma, il fuori casa è considerato un canale strategico perché amplia la base di consumatori e consente di provare ingredienti innovativi o prodotti bio meno frequenti nelle scelte domestiche. Oltre 8 ristoranti su 10 e 7 bar su 10 dichiarano di utilizzare ingredienti o proporre prodotti biologici, soprattutto ortofrutta, olio extra vergine di oliva, passate, latte e miele. La presenza di vini bio è particolarmente diffusa, con l’85% di ristoratori e bar che li propongono. Tra le motivazioni principali per inserire il bio c’è il posizionamento premium legato alla qualità (51%), seguito da una scelta etica e di sostenibilità (46%) e dalla coerenza con benessere e salute (40%). Un ulteriore driver è la sinergia di filiera, con alcuni ristoratori (38%) che dichiarano di proporre bio perché attivati dai produttori locali.Informazione, regole e rischi sui consumi
La diffusione del biologico nel canale fuori casa, secondo l’Osservatorio, dipende anche da una maggiore conoscenza del metodo produttivo e dei suoi effetti su ambiente, salute e benessere animale. Oggi il 75% degli operatori non dispone di informazioni sufficienti su questi aspetti, un limite che può frenare l’adozione strutturale. Nonostante ciò, il 26% degli operatori prevede un incremento del valore degli acquisti di materie prime bio nei prossimi 2-3 anni, segnalando aspettative di crescita. In parallelo, il 28% si aspetta un minor numero di occasioni di consumo fuori casa come strategia delle famiglie per contenere la spesa. Questo scenario, secondo i dati riportati, potrebbe rendere ogni uscita più selettiva e orientata verso locali esperienziali e proposte di qualità.In una nostra precedente analisi abbiamo riportato i risultati 2025 di Callipo e il piano da 15 milioni di euro di nuovi investimenti per consolidare la crescita, sostenuta dalla Gdo e dall’export in aumento. Nell’articolo evidenziavamo anche il potenziamento della capacità produttiva a Maierato e l’avvio di un nuovo reparto di confezionamento a San Pietro Lametino, con impatti industriali sul territorio calabrese.
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