Bankitalia avverte, dazi e guerra aumentano l’incertezza sull’economia globale
Il Sole 24 Ore reports that l’inasprimento delle dispute commerciali e le tensioni geopolitiche stanno rendendo più fragile il quadro macroeconomico internazionale, mentre nei Paesi in via di sviluppo resta ampio il bisogno di investimenti di base. Nel suo intervento di apertura al convegno «Gettare le basi per l’occupazione in Africa: infrastrutture principali e ambienti aziendali», il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha collegato l’aumento dell’incertezza globale a protezionismo, conflitti e agli strascichi della pandemia.
In evidenza
- Il governatore Panetta ha avvertito che dazi, protezionismo e guerra aumentano l’incertezza sul contesto economico globale, frenando scambi e investimenti.
- Nei paesi in via di sviluppo il gap di finanziamento delle infrastrutture supera il 4 per cento del Pil annuo, ostacolando investimenti e crescita occupazionale.
- L’instabilità geopolitica e le tensioni commerciali possono compromettere la fattibilità di programmi infrastrutturali, incidendo negativamente sulle prospettive di crescita in aree vulnerabili.
Messaggi chiave dal convegno di Roma
Panetta ha ricordato che negli ultimi trent’anni la globalizzazione ha contribuito a ridurre la povertà, ampliando opportunità economiche e creando lavoro in molte aree del mondo. Ha però avvertito che tali progressi sono «fragili» e possono essere compromessi da shock e cambi di rotta nelle politiche economiche. Il governatore è intervenuto a Roma all’apertura dei lavori del convegno dedicato a infrastrutture e contesto d’impresa per l’occupazione in Africa.La discussione si è svolta in tavoli organizzati a Palazzo Koch dalla Banca Mondiale e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. In quel contesto, Panetta ha espresso preoccupazione per l’incremento delle incertezze sull’ambiente economico globale. Ha citato tra i fattori principali la pandemia da Covid, l’aumento delle dispute commerciali, il rinnovato protezionismo e le crescenti tensioni geopolitiche.
Rischi geopolitici e fabbisogno infrastrutturale
Secondo Panetta, in alcune regioni la guerra non è più una minaccia lontana ma una realtà con costi umani immediati e potenziali ripercussioni economiche estese. Il messaggio è che l’instabilità, oltre a frenare scambi e investimenti, può peggiorare le prospettive di crescita in aree già vulnerabili. In questo quadro, il governatore ha richiamato l’attenzione sui Paesi le cui fondamenta per la crescita devono essere rafforzate, puntando su infrastrutture e capitale umano.Panetta ha indicato che nelle economie in via di sviluppo il divario di finanziamento delle infrastrutture supera il 4 per cento del Pil annualmente. Ha segnalato energia e trasporti come tra i vincoli più stringenti, con ricadute sulla capacità di attrarre investimenti e sostenere l’occupazione. L’impostazione evidenzia come le scelte di policy e la stabilità internazionale incidano direttamente sulla fattibilità dei programmi infrastrutturali. Il convegno, nelle intenzioni degli organizzatori, mira a mettere a fuoco proprio questi nodi tra sviluppo, condizioni d’impresa e infrastrutture critiche.
In un nostro precedente approfondimento abbiamo riportato dell’escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran e del rischio che il conflitto si allarghi, con possibili ricadute sullo Stretto di Hormuz e sulle forniture di petrolio. Nell’articolo si evidenziavano anche gli effetti immediati sui mercati, tra volatilità azionaria, pressione sui prezzi dell’energia e potenziali conseguenze su inflazione e politica monetaria.
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