Mef definisce le deduzioni forfetarie 2026 per gli autotrasportatori
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze definisce le agevolazioni fiscali per il 2026 a favore degli autotrasportatori, sulla base delle risorse disponibili e d’intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. La misura riguarda le deduzioni forfetarie per spese non documentate relative al periodo d’imposta 2025, con importi differenziati tra trasporti oltre il Comune e quelli effettuati all’interno del territorio comunale.
In evidenza
- Il MEF ha fissato la deduzione forfetaria per spese non documentate a 48,00 euro al giorno per l’autotrasporto merci per conto terzi oltre Comune per il 2025.
- Per i trasporti effettuati dall’imprenditore all’interno del Comune, l’agevolazione 2026 copre il 35 per cento della deduzione prevista oltre il Comune.
- La normativa offre un riferimento fiscale chiaro alle imprese autotrasporto nelle dichiarazioni 2025, confermando il sostegno pubblico al settore logistico.
Importi e criteri della misura 2026
Come comunicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, le agevolazioni fiscali sono definite in accordo con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e si applicano secondo quanto previsto dall’articolo 66, comma 5, primo periodo, del TUIR.Per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa, nell’ambito dell’autotrasporto merci per conto di terzi, è prevista una deduzione forfetaria per spese non documentate pari a 48,00 euro per il periodo d’imposta 2025.
La deduzione spetta una sola volta per ciascun giorno in cui vengono effettuati i trasporti, indipendentemente dal numero dei viaggi svolti nella stessa giornata.
Impatto per le imprese di autotrasporto
L’agevolazione si applica anche ai trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa. In questo caso, l’importo riconosciuto corrisponde al 35 per cento della deduzione prevista per i trasporti oltre il territorio comunale.La definizione degli importi offre un riferimento fiscale per le imprese del settore autotrasporto nella gestione delle dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2025 e conferma il sostegno pubblico a una componente operativa rilevante per la logistica nazionale.
Nel nostro precedente approfondimento sulla riforma dei porti e sull’intermodalità abbiamo analizzato come la logistica marittima e i collegamenti tra nave, gomma e treno stiano diventando sempre più strategici, anche alla luce delle tensioni geopolitiche e dei nodi infrastrutturali. Abbiamo inoltre evidenziato il dibattito sull’ETS UE e sulle possibili modifiche per non penalizzare la competitività dei porti e mantenere risorse per gli investimenti nel settore.
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