Conou, raccolta di oli lubrificanti usati ai massimi nel 2025
Il recupero degli oli lubrificanti usati in Italia aumenta nel 2025 e raggiunge 195mila tonnellate, rispetto alle 188mila del 2024. Il dato porta il rapporto tra olio raccolto e immesso al consumo oltre il 51%, mentre la quota rigenerata resta al 98%, ben sopra la media europea.
In evidenza
- La raccolta nazionale di oli lubrificanti usati in Italia supera il 51% nel 2025, rispetto al 48,5% del 2024 secondo il rapporto Conou.
- La quota di olio raccolto successivamente rigenerato rimane al 98% nel 2025, nettamente superiore alla media europea del 61%.
- Il valore economico delle basi rigenerate, bitume e gasolio prodotti nel 2025 raggiunge circa 120 milioni di euro, con potenziale di 270 milioni secondo Conou.
Risultati 2025 della filiera della rigenerazione
Come riportato da Il Sole 24 Ore, i dati del rapporto di sostenibilità di Conou certificano l'espansione della raccolta nazionale degli oli lubrificanti esausti nel 2025. Il consorzio indica che il rapporto tra olio raccolto e olio immesso al consumo supera il 51%, in aumento dal 48,5% registrato nel 2024.La quota di olio raccolto e successivamente rigenerato si conferma al 98%, con il materiale trasformato in nuove basi lubrificanti. Il confronto europeo resta favorevole all'Italia, dato che la media della rigenerazione nel continente si attesta intorno al 61%.
Secondo i dati 2025 del consorzio, la filiera comprende 58 concessionari, 2 imprese di rigenerazione, 3 impianti di rigenerazione e oltre 1.980 addetti coinvolti lungo il sistema industriale.
Valore economico e rilievo per il settore energetico
Il valore economico delle basi rigenerate, del bitume e del gasolio ottenuti dalla rigenerazione raggiunge circa 120 milioni di euro, sulla base dei dati 2025. Conou aggiunge che, ai valori correnti e tenendo conto dell'impatto della guerra in Iran, questa stima arriverebbe a circa 270 milioni di euro.L'andamento conferma il peso crescente dell'economia circolare nel comparto dei lubrificanti e nella gestione dei rifiuti industriali in Italia. L'elevato tasso di rigenerazione sostiene la disponibilità di materie prime seconde e rafforza la resilienza della filiera rispetto alla volatilità dei mercati energetici.
Nel nostro precedente approfondimento sul rating e sui risultati 2025 di Earth Energy abbiamo ricostruito la solidità economico-finanziaria della società in un contesto energetico italiano ancora segnato da prezzi elevati e volatilità delle materie prime. Abbiamo evidenziato la conferma del giudizio B1+, la crescita di ricavi e liquidità e, più in generale, come tensioni geopolitiche e dipendenza dal gas possano continuare a influenzare i costi energetici e la stabilità del settore.
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