Autotrasporto, i rincari di gasolio ed energia aumentano i costi dei furgoni nell’ultimo miglio

Autotrasporto, i rincari di gasolio ed energia aumentano i costi dei furgoni nell’ultimo miglio
Costi furgoni in aumento

Le recenti oscillazioni del prezzo del gasolio e il rialzo del costo dell’elettricità stanno mettendo sotto pressione il trasporto leggero legato alle consegne urbane e all’e-commerce. Le stime e le richieste di intervento arrivano dalle associazioni di categoria Assotir e Assoespressi, che collegano l’attuale fase alle tensioni in Medio Oriente e segnalano effetti immediati sui conti delle imprese, soprattutto quelle senza meccanismi di compensazione.

In evidenza

  • Il prezzo del gasolio in Italia è aumentato fino a 24 centesimi nell’ultima settimana, pesando tra il 25% e il 35% sui costi operativi delle flotte leggere.
  • Assotir stima che l’incremento attuale del gasolio comporti un aggravio annuo di almeno 1.000 euro per furgone che percorra 70-80mila chilometri.
  • Assoespressi segnala che il costo di ricarica dei veicoli elettrici per corrieri è salito da circa 70 euro a minimo 100 euro a furgone, spingendo richieste di misure urgenti.

Costi operativi in aumento per i veicoli leggeri

Il gasolio pesa mediamente tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una flotta, con differenze legate a dimensione aziendale e tipologia di mezzo. Secondo Il Sole 24 Ore, i veicoli sopra le 7,5 tonnellate possono beneficiare del rimborso delle accise, mentre i mezzi sotto le 3,5 tonnellate subiscono gli aumenti alla pompa senza compensazioni. Secondo il testo, anche variazioni di pochi centesimi al litro possono produrre effetti rilevanti su base annua per padroncini e corrieri che lavorano nell’ultimo miglio. Nell’ultima settimana in Italia si sono registrati aumenti record del gasolio, con oscillazioni citate tra 10 centesimi in Lombardia e 24 centesimi in Sicilia.

Stime Assotir e richiesta di misure sulle accise

Assotir, che associa 3.500 imprese di autotrasporto e circa un migliaio con flotte da 1 a 5 veicoli, stima un impatto significativo sui furgoni che percorrono molte migliaia di chilometri l’anno. Per un veicolo commerciale che percorre 70-80mila chilometri annui, i rincari attuali del gasolio determinerebbero un aggravio di almeno mille euro l’anno per singolo mezzo, secondo l’associazione. Claudio Donati, segretario di Assotir, definisce l’aumento per i mezzi leggeri diretto e strutturale, in un quadro già appesantito da personale, assicurazioni, pedaggi e manutenzioni. Donati chiede al governo interventi immediati per una congiuntura straordinaria, indicando come esempio un taglio temporaneo delle accise sul gasolio per attenuare l’effetto dei rincari. L’associazione osserva inoltre che la situazione non appare destinata a risolversi rapidamente.

Ultimo miglio ed elettrico sotto pressione per il caro energia

Assoespressi, che rappresenta una novantina di imprese con una flotta complessiva di circa 25mila furgoni, evidenzia l’impatto sui corrieri espressi dell’e-commerce, segmento dove operano migliaia di mezzi in ambito urbano. Secondo l’associazione, circa 12mila furgoni lavorano per Amazon e circa il 30% delle flotte è composto da veicoli elettrici, usati soprattutto nelle consegne nei centri città. Il presidente Bernardo Cammarata sostiene che le regole per gestire gli aumenti, come la sterilizzazione delle accise, esistono già e andrebbero applicate. Cammarata propone anche l’uso delle scorte di carburante per calmierare i prezzi alla pompa, citando una disponibilità abbondante. Sul fronte elettrico, l’associazione segnala un aumento del costo di ricarica per veicolo da circa 70 euro a almeno 100 euro, chiedendo misure urgenti perché, secondo Cammarata, il trasporto non può diventare l’ammortizzatore dei costi energetici della filiera logistica.

In una nostra precedente analisi abbiamo seguito la corsa dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa e le iniziative avviate per rafforzare il monitoraggio sui rincari. Avevamo inoltre riportato le segnalazioni delle associazioni su possibili speculazioni e le richieste di misure come l’uso di meccanismi sulle accise, insieme alla convocazione di tavoli di confronto sui mercati energetici e sulle ricadute inflattive.

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