Consorzio Trentingrana attiva 43 milioni con un contratto di filiera per investimenti e capital circolante

Consorzio Trentingrana attiva 43 milioni con un contratto di filiera per investimenti e capital circolante
Trentingrana: 43 milioni al settore

Un nuovo contratto di filiera porta risorse complessive per 43 milioni di euro alla filiera del Trentingrana, coinvolgendo 14 caseifici trentini e ulteriori beneficiari lungo la catena produttiva. L’operazione è delineata nella presentazione del progetto “Trentingrana: il sapore della qualità e della sostenibilità”, nell’ambito del V Bando dei Contratti di Filiera e di Distretto gestito dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf). L’iniziativa combina finanziamenti bancari, contributi pubblici e mezzi propri delle aziende per sostenere investimenti strutturali e la commercializzazione dei prodotti lattiero-caseari.

In evidenza

  • Consorzio Trentingrana attiva un piano da 43 milioni di euro per 14 caseifici, finanziato da Bcc Banca Iccrea, Cassa Depositi e Prestiti e contributi Masaf.
  • Il progetto prevede investimenti in strutture produttive, efficienza energetica e decarbonizzazione, coinvolgendo l'intera filiera e 24 beneficiari coordinati da Concast.
  • Bcc Banca Iccrea concede a Concast un finanziamento aggiuntivo di 3 milioni di euro tramite pegno rotativo sul formaggio per favorire stagionatura e capitale circolante.

Struttura del contratto e fonti

Come riporta Il Sole 24 Ore, il pacchetto complessivo ammonta a 43 milioni di euro e riguarda i 14 caseifici trentini del Consorzio Trentingrana. Bcc Banca Iccrea e Cassa Depositi e Prestiti, insieme a Bcc Veneta, hanno finanziato un nuovo Contratto di Filiera per 19 milioni con l’obiettivo di valorizzare e commercializzare i prodotti lattiero-caseari, in particolare il formaggio Trentingrana. A questi si aggiungono contributi a fondo perduto concessi dal Masaf per ulteriori 19 milioni, mentre i restanti 8 milioni sono stati coperti dalle aziende collegate con mezzi propri.

Il progetto, promosso anche da Confcooperative, si intitola “Trentingrana: il sapore della qualità e della sostenibilità”. L’operazione è a valere sul V Bando dei Contratti di Filiera e di Distretto, gestito dal Masaf. La filiera coinvolta include, oltre all’azienda capofila di Trentingrana Concast, altri 24 beneficiari chiamati a realizzare gli interventi previsti.

Investimenti: strutture, energia e decarbonizzazione

Le risorse sono destinate a investimenti per l’acquisto di nuovi strumenti e per il miglioramento delle strutture in cui si produce il Trentingrana. Una parte rilevante degli interventi è orientata al risparmio energetico, con un focus esplicito sulla decarbonizzazione. L’impostazione del piano punta quindi a rafforzare la capacità produttiva e l’efficienza, affiancando alla qualità del prodotto un profilo di sostenibilità più marcato.

Il perimetro degli investimenti include l’intera filiera, non soltanto i caseifici del Consorzio. Concast, in qualità di capofila, coordina il programma insieme agli altri beneficiari. L’obiettivo dichiarato è sostenere sia la fase produttiva sia quella di valorizzazione commerciale del Trentingrana.

Liquidità e stagionatura, pegno rotativo da 3 milioni

Al contratto di filiera si affianca un finanziamento dedicato a Concast da parte di Bcc Banca Iccrea, pari a 3 milioni di euro. La formula utilizzata è quella del pegno rotativo, con il prodotto caseario posto a garanzia dell’operazione. La struttura è supportata anche dalla certificazione di Csqa, citata come elemento abilitante della garanzia.

La finalità del prestito è consentire la stagionatura dei formaggi e sostenere il capitale circolante, un passaggio centrale per un prodotto che richiede tempi di maturazione. Carlo Napoleoni, responsabile Divisione Impresa del Gruppo Bcc Iccrea, ha indicato che l’operazione rientra nell’impegno del gruppo a supporto dell’agricoltura e dell’agroalimentare grazie a competenze specifiche sul comparto. Il finanziamento si aggiunge quindi agli investimenti strutturali, agendo sul profilo finanziario della gestione delle scorte e dei tempi di vendita.

In una nostra precedente analisi abbiamo descritto la fase di stallo del mercato italiano della “quarta gamma” e le pressioni sulla marginalità lungo la catena produttiva. In quel contesto abbiamo riportato la nascita di una nuova Aop promossa per ridurre la frammentazione dell’offerta e spingere su logistica, digitalizzazione, sostenibilità e nuovi modelli contrattuali di filiera.

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