Il ministero della Giustizia rivendica milestone PNRR raggiunte e difende i risultati su tempi e arretrati

Il ministero della Giustizia rivendica milestone PNRR raggiunte e difende i risultati su tempi e arretrati
PNRR, Giustizia risponde alle critiche

Il ministero della Giustizia ha replicato a una pubblicazione dell’Università Bocconi che indicava la Giustizia come caso di inefficacia del PNRR, sostenendo che l’analisi si basi su dati parziali e in alcuni casi errati. In un intervento firmato dal direttore generale dell’Unità di missione PNRR, Davide Galli, via Arenula afferma che tutte le milestone e i target assegnati sono stati pienamente raggiunti e valutati positivamente dalla Commissione europea, con indicatori aggiornati a giugno 2025.

In evidenza

  • Secondo il ministero della Giustizia, al giugno 2025 il disposition time civile è diminuito del 27,5% e quello penale del 37,8% rispetto al 2019.
  • I Tribunali hanno ridotto l’arretrato civile 2019 di oltre il 95% e le pendenze 2022 dell’86,1%; le Corti d’Appello hanno ridotto l’arretrato 2019 quasi del tutto e quelle 2022 dell’86,7%.
  • Già digitalizzati 7,75 milioni di fascicoli, completata l'estensione del processo civile telematico e a fine 2025 risultano in servizio 11.228 unità, superando i target fissati.

Replica a Bocconi e target PNRR

Secondo quanto riportato da GNews Online, il ministero contesta lo scenario delineato nello studio dei professori Boeri e Perotti, ritenendo che il richiamo a dati incompleti possa portare a valutazioni non corrette. Via Arenula rivendica che l’implementazione del PNRR Giustizia abbia già prodotto risultati, con milestone e target rispettati e validati dalla Commissione europea. Nel testo si sottolinea anche la continuità dell’azione di governo dopo l’insediamento dell’esecutivo a ottobre 2022, nel perseguire obiettivi definiti in precedenza. Il ministero richiama inoltre la complessità del perimetro di intervento, tra civile, penale e insolvenza, su organizzazione, edilizia e digitalizzazione.

Tempi dei procedimenti e arretrato, i dati a giugno 2025

Gli obiettivi di efficientamento, secondo il ministero, erano ridurre del 40% il disposition time civile e del 25% quello penale, valori che nel testo vengono contrapposti a percentuali diverse citate dallo studio. Rispetto al 2019, il disposition time dei processi civili risulta in calo del 27,5% e quello dei processi penali del 37,8%, sulla base di dati a giugno 2025. Per l’arretrato civile, il ministero ricorda che l’indicatore originario è stato sostituito con due misure analoghe per distinguere la riduzione dei procedimenti più vecchi dalla gestione di quelli più recenti. I Tribunali avrebbero ridotto l’arretrato 2019 di oltre il 95% e le pendenze 2022 dell’86,1%, mentre le Corti d’Appello avrebbero sostanzialmente esaurito l’arretrato 2019 e ridotto le pendenze 2022 dell’86,7%.

Digitalizzazione e assunzioni, focus su stabilizzazioni

Il ministero indica una forte accelerazione sulla digitalizzazione, dichiarando già centrato il target di 7,75 milioni di fascicoli digitalizzati e l’imminente rilascio di sei sistemi di conoscenza integrati nel nuovo data lake. Viene ricordato che nel 2023 è stata completata l’estensione del processo civile telematico al Giudice di Pace e alla Corte Suprema di Cassazione, insieme alla creazione della banca dati nazionale delle sentenze civili. Sul versante penale, il testo sostiene che sia stata conclusa la digitalizzazione del processo penale di primo grado, descritta come frutto di uno sforzo economico e organizzativo significativo. Quanto al capitale umano, l’articolo riporta che a dicembre 2022 erano in servizio 9.586 unità rispetto a un target atteso di 8.764, e che a fine 2025 il contingente era pari a 11.228 unità, con l’impegno del Governo a stabilizzare 9.368 dipendenti.

In precedenza, nella nostra pubblicazione abbiamo riportato il rallentamento della manifattura italiana a inizio 2026, con produzione industriale in calo e contrazioni diffuse tra i comparti. L’articolo evidenziava anche l’incertezza legata alle tensioni geopolitiche e al rischio di caro-energia, con stime di crescita e ricavi aziendali riviste al ribasso.

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