I prezzi del petrolio calano mentre gli Stati Uniti e i loro alleati cercano di aumentare l'offerta e garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz
I prezzi del petrolio sono scesi venerdì dopo che gli Stati Uniti, insieme a diversi Paesi europei e al Giappone, hanno adottato misure per garantire il passaggio sicuro delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz e per aumentare le forniture di greggio. Queste misure hanno fatto seguito alle continue tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che in precedenza avevano fatto salire i prezzi. Gli analisti collegano il recente calo a una combinazione di sforzi diplomatici e di potenziali nuove forniture in arrivo sul mercato.
In evidenza
- I prezzi del petrolio Brent e WTI sono scesi in risposta agli sforzi internazionali per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz e aumentare l'offerta.
- Gli Stati Uniti e gli alleati hanno discusso di aumentare l'offerta, anche liberando più petrolio dalle riserve.
- I rischi geopolitici permangono, ma gli sforzi diplomatici hanno allentato la pressione del mercato nel breve termine.
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Calo dei prezzi e azioni degli alleati
Secondo la Reuters, i futures del Brent sono scesi di circa l'1,3%, mentre i prezzi del petrolio WTI statunitense sono calati del 2% venerdì, riflettendo le reazioni del mercato alle notizie sul miglioramento delle condizioni di approvvigionamento. Allo stesso tempo, il Brent ha registrato una crescita nel corso della settimana e lo sconto tra WTI e Brent è aumentato, riflettendo le diverse dinamiche tra i due principali benchmark petroliferi.
I principali Paesi europei, come Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Paesi Bassi, nonché il Giappone, hanno espresso la loro disponibilità a cooperare per garantire il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta vitale per le esportazioni globali di petrolio. Questi sforzi mirano a ridurre i rischi di interruzione delle forniture, che in passato hanno sostenuto l'aumento dei prezzi.
Inoltre, i funzionari statunitensi hanno annunciato la possibilità di liberare ulteriormente il petrolio dalla Strategic Petroleum Reserve (SPR). Il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti e l'amministrazione presidenziale stanno discutendo su quanto greggio supplementare possa essere liberato per aumentare le forniture globali.
Il Segretario al Tesoro statunitense Janet Yellen ha inoltre sottolineato la possibilità di revocare le sanzioni sul petrolio iraniano bloccato sulle navi cisterna, il che allenterebbe parte della pressione sui prezzi globali.
Contesto geopolitico e dinamiche di mercato
I recenti eventi geopolitici, tra cui gli attacchi alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente, avevano precedentemente causato una forte impennata dei prezzi del petrolio. Lo Stretto di Hormuz rimane strategicamente importante, in quanto gestisce una parte significativa delle esportazioni globali di petrolio. Qualsiasi minaccia alla sicurezza del trasporto marittimo attraverso quest'area comporta tradizionalmente un aumento dei prezzi.
Tuttavia, gli sforzi della comunità internazionale per mettere in sicurezza lo stretto e il potenziale per ulteriori forniture hanno spostato l'equilibrio dei fattori che guidano il mercato. Sebbene le tensioni persistano, i segnali di azione diplomatica e la possibilità di maggiori flussi di petrolio hanno portato a una riduzione dei prezzi.
Prezzi attuali del petrolio
- Greggio WTI: 94,58 dollari al barile, -0,97 dollari (-1,02%) - Greggio Brent: 108,30 dollari al barile, -0,38 dollari (-0,35%)
Questi dati mostrano che il calo dei prezzi continua in risposta alle notizie sugli sforzi per migliorare la sicurezza dei trasporti e aumentare le forniture, ma i livelli rimangono relativamente alti a causa dei recenti rischi geopolitici.
Gli sforzi degli alleati e la risposta del mercato
Le dichiarazioni congiunte dei Paesi europei e del Giappone sulla loro disponibilità a sostenere la sicurezza del trasporto marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz riflettono la volontà di ridurre l'incertezza del mercato. Inoltre, la possibilità di un aumento delle forniture da parte degli Stati Uniti e l'allentamento delle sanzioni sul petrolio iraniano hanno contribuito a ridistribuire l'equilibrio tra domanda e offerta.
Queste azioni hanno parzialmente alleviato la pressione sui prezzi, che si riflette nell'attuale calo dei prezzi del Brent e del WTI.
In precedenza è stato riportato che l'oro e l'argento perdono valore a causa dei crescenti rischi di inflazione.
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