Basf Italia punta su nutrizione e agricoltura

Basf Italia punta su nutrizione e agricoltura
BASF Italia investe nel futuro

Secondo quanto dichiarato dall'amministratore delegato di BASF Italia, Manuel Pianazzi, i risultati finanziari del 2025 mostrano un andamento complessivamente in linea con quello del gruppo, in un contesto ancora segnato dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni in Medio Oriente e dall'incertezza macroeconomica globale. La società chiude l'esercizio con oltre 1,7 miliardi di euro di fatturato e conferma l'Italia come uno dei mercati chiave europei. Il gruppo mantiene inoltre gli investimenti nel Paese sui livelli degli anni precedenti, con l'obiettivo di aumentare l'efficienza produttiva e arrivare al net zero entro il 2045.

In evidenza

  • Nel 2025 il segmento Nutrition & Care di BASF Italia cresce del 4,0%, trainando il core business che rappresenta il 77,5% delle vendite totali.
  • Agricultural Solutions, arricchito dall'integrazione di Hort@, segna un aumento dell'1,7% e consolida la posizione di BASF nell'Agricoltura 4.0 in Italia.
  • I segmenti chemicals, Materials, Industrial Solutions e Surface Technologies calano rispettivamente dell'8,4%, 11,7%, 5,2% e 9,9% a causa della debolezza industriale europea.

Andamento dei segmenti nel 2025

Nel portafoglio dei core business, che rappresenta il 77,5% delle vendite totali, il contributo più forte arriva da Nutrition & Care, in crescita del 4,0%. Il segmento comprende vitamine, carotenoidi e steroli per l'industria alimentare, oltre a tensioattivi, emulsionanti, polimeri, emollienti, attivi, pigmenti e filtri UV destinati al comparto cosmetico. La crescita si muove in linea con l'andamento del settore e rafforza il posizionamento di BASF Italia nelle filiere alimentare e personal care.

Tra gli standalone business, pari al 22,5% delle vendite, il risultato migliore è quello di Agricultural Solutions, che sale dell'1,7% rispetto all'anno precedente. Il segmento prosegue l'integrazione dei prodotti di Hort@, società specializzata in soluzioni tecnologiche per l'agricoltura acquisita da BASF nel 2022. L'obiettivo resta consolidare il ruolo del gruppo in Italia nell'ambito dell'Agricoltura 4.0.

Pressione sui chemicals e contesto europeo debole

Il segmento chemicals registra invece una flessione dell'8,4% sul 2024, penalizzato dalla crisi strutturale europea, dalla sovracapacità e dalla pressione sui margini. Scendono anche Materials, in calo dell'11,7% per il rallentamento di automotive e costruzioni, e Industrial Solutions, che perde il 5,2% in un quadro di produzione industriale europea debole e clienti prudenti. Anche Surface Technologies arretra, con un calo del 9,9% delle vendite rispetto al 2024.

Secondo Pianazzi, la capacità dei business core di intervenire in modo strutturale sui costi sostiene la resilienza operativa della società. BASF indica nella diversificazione del portafoglio, nella solidità delle attività industriali e in una gestione disciplinata di costi e investimenti i principali fattori di tenuta nel mercato italiano. La strategia Winning Ways accompagna questo percorso, con l'obiettivo di rafforzare la competitività dei business core, valorizzare le catene del valore integrate e allocare il capitale in modo selettivo e responsabile.

Impatto per le filiere italiane e piano industriale

Il peso crescente di nutrizione e agricoltura evidenzia il legame di BASF con alcune filiere strategiche del Made in Italy, in particolare quelle alimentari e della cura della persona. La domanda solida in questi ambiti compensa in parte la debolezza dei comparti più esposti al ciclo industriale europeo. Questo equilibrio conferma anche il ruolo dell'Italia come mercato rilevante per il gruppo in Europa.

Il mantenimento degli investimenti nel Paese segnala una linea di continuità industriale, nonostante la volatilità internazionale continui a incidere su approvvigionamenti, costi energetici e fiducia dei mercati. Il focus su efficienza produttiva e riduzione delle emissioni si inserisce nel percorso verso il net zero al 2045. Per il settore chimico italiano, il quadro mostra così una domanda più difensiva nei segmenti legati ai consumi essenziali e maggiore pressione nelle attività connesse all'industria pesante.

In un nostro precedente articolo abbiamo riportato del Business Forum Italia-Asia Centrale a Tashkent, avviato come piattaforma di cooperazione tra istituzioni, ricerca e imprese nei comparti agricolo, agroalimentare e agroindustriale. L’iniziativa puntava a favorire accordi operativi, trasferimento di competenze e strumenti per l’internazionalizzazione, con tavoli su modernizzazione agricola, gestione del rischio e meccanizzazione, oltre a intese scientifiche tra università ed enti di ricerca.

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