3F’s Holding approva il bilancio, ricavi Ferrero a 22,3 miliardi

3F’s Holding approva il bilancio, ricavi Ferrero a 22,3 miliardi
Ricavi Ferrero in crescita

Secondo una nota diffusa dal Gruppo, 3F’s Holding S.A., la capogruppo che controlla Ferrero International e CTH Invest, approva il bilancio consolidato 2024/2025 chiuso al 31 agosto 2025, mostrando una crescita dei ricavi e della redditività dell’intero perimetro. La holding, interamente controllata da Giovanni Ferrero, indica un fatturato consolidato di 22,3 miliardi di euro, in aumento del 5,3% su base annua, e un Ebitda di 3,2 miliardi, in crescita dell’11,2%. Al termine dell’esercizio il gruppo conta inoltre 62.797 dipendenti e 64 stabilimenti produttivi nel mondo.

In evidenza

  • 3F’s Holding approva il bilancio 2024/2025 registrando ricavi Ferrero a €22,3 miliardi grazie a performance organica e acquisizioni mirate.
  • Ferrero espande il portafoglio con innovazioni come Nutella Plant-Based, Nutella Peanut e nuove acquisizioni in settori biscotti, barrette e gelati.
  • La presenza di quasi 63 mila dipendenti e 64 stabilimenti segna un rafforzamento operativo con miglioramento dell’Ebitda, consolidando la redditività a livello globale.

Risultati 2024/2025 e sviluppo del portafoglio

Il quadro dell’esercizio evidenzia un’espansione che interessa tutte le principali aree di business della galassia Ferrero. Giovanni Ferrero, presidente del gruppo, afferma che la crescita riflette sia la performance organica di Ferrero Group sia quella di CTH Invest Group, sostenute dall’innovazione dei marchi e da acquisizioni mirate. Il bilancio consolidato della capogruppo fotografa così un rafforzamento operativo lungo l’intera catena industriale e commerciale.

La nota del gruppo segnala che Ferrero accelera l’espansione innovando prodotti iconici ed entrando in nuove categorie. Nell’universo Nutella vengono aggiunti i prodotti da forno surgelati con Nutella Crêpe e Nutella Donut, mentre sul fronte dell’innovazione di gamma arrivano Nutella Plant-Based e, più di recente, Nutella Peanut. La strategia punta quindi ad ampliare le occasioni di consumo e a presidiare segmenti a maggiore diversificazione.

Acquisizioni e impatto sul posizionamento globale

L’evoluzione del perimetro passa anche attraverso marchi e categorie acquisite negli ultimi anni. Con Wells Enterprises, parte del Gruppo Ferrero, il business dei gelati integra in Nord America i brand Butterfinger, BabyRuth e 100 Grand, affiancandoli alle linee a marchio Ferrero e Kinder. Nel comparto dei confetti, invece, il gruppo introduce Tic Tac Two, una nuova gamma senza zucchero e con due strati di gusto.

La diversificazione si estende anche ai biscotti e alle barrette salutari, due aree che rafforzano la presenza del gruppo oltre il core storico. Il business dei biscotti nasce dalle acquisizioni avviate dieci anni fa e si amplia poi con Nutella Biscuit e Kinderini. Nelle barrette, Ferrero consolida una nuova divisione costruita attraverso i deal su Eat Natural, Fulfil e, nelle ultime settimane, sulla brasiliana Bold Snacks.

Rilevanza industriale per il settore alimentare

I dati del bilancio confermano il peso crescente di Ferrero nell’industria alimentare globale, sia per dimensione sia per capacità di estendere i marchi in nuove categorie. La combinazione tra crescita organica, innovazione di prodotto e acquisizioni continua a sostenere la scala operativa del gruppo in mercati maturi e in segmenti emergenti. Per il settore, il caso Ferrero segnala come i grandi operatori stiano cercando sviluppo attraverso l’allargamento del portafoglio, con attenzione a snack, frozen bakery, gelati e prodotti better-for-you.

La presenza di quasi 63 mila dipendenti e di 64 stabilimenti indica inoltre una base industriale ampia, con effetti sulla produzione, sulla distribuzione e sugli investimenti lungo la filiera internazionale. In questo contesto, il miglioramento dell’Ebitda suggerisce una crescita accompagnata anche da un rafforzamento della redditività. Il bilancio della capogruppo offre quindi un’indicazione della capacità del gruppo di sostenere espansione e integrazione di nuovi asset senza perdere slancio commerciale.

In un nostro precedente articolo abbiamo riferito delle stime sul valore della cucina italiana nel mondo, indicata in crescita fino a 300 miliardi di euro se si confermano i ritmi recenti. Avevamo inoltre evidenziato come la sfida principale resti trasformare questa domanda internazionale in un maggiore utilizzo di prodotti autenticamente italiani, riducendo l’impatto dell’italian sounding e valorizzando Dop e Igp.

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