Interruzioni nei flussi energetici del Medio Oriente esercitano pressione al ribasso sull’argento

Interruzioni nei flussi energetici del Medio Oriente esercitano pressione al ribasso sull’argento
L'argento scende del 6,90% oggi a $70,13

Silver (XAG) è scambiato a $70,13, posizionandosi al di sotto sia della SMA-20 a $72,88 che della SMA-50 a $79,48, mantenendo però un livello superiore alla SMA-200 a $66,92. Questa configurazione segnala una pressione di vendita a breve e medio termine con un supporto della tendenza di lungo periodo, mentre la resistenza Ichimoku Kijun si attesta a $75,52.

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XAG previsione del prezzo
24H 0.25%
$60
48H -0.05%
$59.82
7D 0.12%
$59.92
1M -20.15%
$47.79
3M -10.89%
$53.33
6M 18.05%
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12M 46.1%
$87.44
Prezzo attuale: $ 59.85 -0.1020 0.17%
Chiuso 07/10
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In evidenza

  • L'escalation del conflitto in Iran ha rafforzato il US dollar e provocato un calo del 5,9–6,5% nei futures sull’argento, indebolendo i flussi verso beni rifugio.
  • Le persistenti tensioni in Medio Oriente mantengono il petrolio sopra i 100 dollari, alimentando l’inflazione e cancellando le aspettative di taglio dei tassi della Fed, esercitando pressione sull’argento mentre la domanda industriale vacilla.
  • L'argento viene scambiato al di sotto delle principali medie a breve termine in un contesto di momentum ribassista e alta volatilità, con un intervallo laterale previsto tra $68,20 e $78,01 nei prossimi giorni.

Domanda industriale e volatilità sotto pressione per l’escalation del conflitto in Iran

Una nuova escalation del conflitto in Iran ha provocato un forte aumento del US dollar e favorito un calo del 5,9–6,5% dei future sull’argento giovedì, mentre il Presidente Donald Trump ha segnalato che non si intravede una fine delle ostilità e ha riaffermato gli obiettivi strategici americani nella regione. La guerra in Medio Oriente mantiene i prezzi del petrolio sopra i $100, alimentando un’inflazione persistente ed eliminando le aspettative di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve statunitense nel 2026, continuando così a esercitare pressione sull’argento come materia prima industriale. Le interruzioni nei flussi energetici mediorientali hanno direttamente rallentato i settori manifatturieri dell’Asia orientale fondamentali per la domanda di argento, come la produzione di semiconduttori e pannelli solari, minando lo status tradizionale dell’argento come bene rifugio e intensificando la volatilità di mercato.

Persistenza della tendenza ribassista mentre gli oscillatori segnalano incertezza intraday

La tendenza giornaliera rimane ribassista, con MACD e ADX che segnalano entrambi un forte movimento al ribasso. L’RSI è neutrale, mentre Stoch RSI e CCI evidenziano una combinazione di brevi segnali di ipercomprato e pressioni di ipervenduto sottostanti su timeframe più brevi. Il BBP riflette una netta dominanza dei venditori durante tutta la sessione. Intraday, un marcato gap down e un’elevata volatilità hanno lasciato il prezzo vicino al minimo odierno, con oscillatori e indicatori di momentum divergenti che indicano incertezza continua nella direzione di breve termine e confermano una chiara tendenza ribassista intraday.

Bullish breakout favorito se la resistenza a $75,52 viene superata in un contesto di volatilità

Per i prossimi cinque giorni di contrattazione, si prevede che XAG venga scambiato all’interno di una fascia di volatilità compresa tra $68,20 e $78,01 rispetto ai livelli attuali. Esiste un’altissima probabilità (oltre l’80%) di un aumento dei prezzi, dato il prevalere di segnali rialzisti sul timeframe settimanale tra le medie mobili, RSI, ADX e MACD. Lo scenario più probabile è un movimento laterale tra $68,20 e $78,01, con un possibile breakout rialzista sopra $75,52 verso $78,01. Se il supporto a $68,20 dovesse cedere, potrebbe svilupparsi uno scenario ribassista, con il rischio di un calo più profondo verso i livelli delle moving average di lungo periodo.

Anton Kharitonov, analista presso Traders Union, osserva una significativa pressione di vendita sull’argento poiché il momentum tecnico e i venti contrari macroeconomici rafforzano i rischi al ribasso. Sottolinea che il conflitto in Iran e i prezzi elevati del petrolio hanno alimentato un dollaro più forte, danneggiando la domanda industriale e aumentando la volatilità. Il supporto a 68,20 $ è fondamentale e un rialzo potrà essere preso in considerazione solo sopra i 75,52 $. "Finché l’argento non tornerà sopra i 75,52 $, rimango cauto e considero qualsiasi rimbalzo come temporaneo all’interno di un contesto più ampio di debolezza."

In precedenza, gli analisti avevano osservato che l’argento era bloccato in una tendenza ribassista, riflettendo un momentum negativo persistente nonostante segnali contrastanti da alcuni indicatori tecnici. L’attuale escalation dei rischi geopolitici e delle pressioni inflazionistiche ha intensificato la volatilità e rafforzato il momentum ribassista di breve termine, rendendo il supporto a $68,20 un livello essenziale da monitorare per i trader in un contesto di rischi di ribasso accentuati.

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