Secondo quanto dichiarato dalla Regione Umbria nel testo unico su cultura e spettacolo approvato dalla Giunta e ora atteso in Consiglio, l'amministrazione avvia una revisione normativa per ridurre la frammentazione del settore e sostenere una crescita più stabile degli operatori. La misura si inserisce nella programmazione 2026-2028 e punta a trasformare la forte vitalità culturale regionale in attività economica e occupazione. Il piano introduce anche nuovi strumenti, tra cui l'impresa creativa, il welfare culturale e l'art bonus per le opere regionali.
In evidenza
- Umbria aumenta i fondi annuali regionali per la cultura da 1,5 a 3 milioni di euro e prevede oltre 30 milioni complessivi tra 2026 e 2028.
- Ai finanziamenti locali si aggiungono 5,4 milioni di euro dal Fesr, 6 milioni per imprese creative e 10 milioni dal Fondo Sviluppo e Coesione per i beni culturali.
- La nuova legge introduce bandi triennali, welfare culturale e strumenti permanenti, puntando a rafforzare occupazione e filiere in una regione oggi fragile sul piano economico-culturale.
Programmazione triennale e nuove risorse 2026-2028
Le risorse previste per il prossimo triennio superano i 30 milioni di euro, grazie al raddoppio dei fondi regionali diretti da 1,5 a 3 milioni di euro l'anno. A queste somme si aggiungono, per la prima volta nel comparto, 5,4 milioni di euro del Fesr per la rigenerazione degli attrattori culturali e 6 milioni destinati alle imprese culturali e creative. Il fondo nazionale Sviluppo e coesione contribuisce inoltre con 10 milioni di euro per i beni culturali.
L'assessore regionale alla Cultura Tommaso Bori afferma che il nuovo impianto segna un cambio di passo e anticipa un evento fissato per il 31 marzo con oltre 500 operatori culturali, chiamati a co-progettare i bandi regionali. I bandi vengono pubblicati nelle settimane successive e i vincitori ricevono contributi per tre anni, a condizione che realizzino i progetti presentati. La programmazione pluriennale mira così a dare continuità operativa e maggiore prevedibilità finanziaria al comparto.
Nuovi strumenti per rafforzare il settore culturale umbro
La riforma non si limita al sostegno economico, ma introduce anche l'Osservatorio regionale della cultura e un laboratorio permanente per una regione creativa. Il testo riconosce i live club come spazi fondamentali per la musica contemporanea e attribuisce per la prima volta piena dignità artistica alla nona arte, includendo fumetti e manga. L'obiettivo è ampliare il perimetro delle attività considerate strategiche per lo sviluppo culturale regionale.
Tra le novità figura anche il welfare culturale, pensato per portare gli operatori in luoghi di marginalità come case-famiglia, ospedali e carceri. L'art bonus viene esteso alle opere regionali, colmando un limite che finora ne impediva l'utilizzo in questo ambito. Questi strumenti intendono allargare l'impatto sociale della spesa culturale e creare nuove occasioni di attività per gli operatori.
Impatto atteso su occupazione e filiera regionale
Nel testo si evidenzia una fragilità strutturale dell'Umbria, richiamata ogni anno dal rapporto sulla cultura di Fondazione Symbola e Unioncamere. Pur essendo prima in Italia per numero di spettacoli ogni mille abitanti e pur registrando un forte richiamo di pubblico con eventi come Umbria Jazz, la regione finora non riesce a convertire appieno questa energia in impresa e ricchezza diffusa. La nuova legge punta quindi a colmare questo divario tra produzione culturale e sviluppo economico.
Per il territorio, il rafforzamento delle imprese culturali e creative può tradursi in maggiore occupazione, filiere più strutturate e una capacità più ampia di trattenere valore localmente. La scelta di finanziare i progetti su base triennale risponde anche all'esigenza di superare la precarietà di molte iniziative culturali. In questo quadro, la cultura viene trattata come leva economica oltre che come ambito identitario e sociale.
In un nostro precedente articolo sul rinnovo del contratto nazionale per vetro, lampade e display 2026-2028 abbiamo riportato i dettagli dell’ipotesi di accordo tra Assovetro e sindacati, che interessa circa 28mila lavoratori. L’intesa prevedeva aumenti salariali scaglionati fino a 206 euro a regime, il rafforzamento della previdenza complementare e un pacchetto di nuove tutele su sicurezza, inclusione, formazione e aggiornamento dei profili professionali.
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