Granarolo rinnova la governance dopo il bilancio 2025, ricavi a 1,8 miliardi
L'assemblea dei soci di Granarolo, riunita a Bologna per approvare il bilancio 2025, apre una nuova fase nella guida del gruppo con la nomina di Stanislao Giuseppe Fabbrino alla presidenza. Il cambio al vertice arriva dopo 17 anni di mandato di Gianpiero Calzolari e accompagna risultati annuali in crescita, sostenuti soprattutto dall'espansione sui mercati esteri e dall'aumento dei listini.
In evidenza
- Granarolo chiude il 2025 con ricavi a 1,813 miliardi di euro (+5,4%), Ebitda a 100,5 milioni (+5,5%) e utile netto a 5,5 milioni.
- L'assemblea nomina Fabbrino presidente, approva dividendo di 5 milioni di euro e registra posizione finanziaria netta a 309,8 milioni.
- Il 60% dei ricavi proviene dall'Italia e il 40% dall'estero, con crescita internazionale come principale driver e focus su dairy ed efficienza produttiva.
Nomina al vertice e risultati 2025
Come riportato da Il Sole 24 Ore, l'assemblea ha formalizzato l'uscita di scena di Calzolari e la nomina di Fabbrino, già consigliere di amministrazione del gruppo e amministratore delegato di Fruttagel e Deco Industrie. Il nuovo presidente assume la guida di una società che nel 2025 consolida la propria dimensione industriale e chiude l'esercizio con un fatturato di 1,813 miliardi di euro, in aumento del 5,4% rispetto all'anno precedente.L'Ebitda raggiunge 100,5 milioni di euro, in crescita del 5,5%, mentre l'utile netto si attesta a 5,5 milioni. L'assemblea approva inoltre la distribuzione di un dividendo di 5 milioni di euro, in un contesto di posizione finanziaria netta pari a 309,8 milioni.
Calzolari definisce il proprio mandato come una fase segnata da innovazione, internazionalizzazione e attenzione al territorio. Fabbrino indica invece una linea di continuità, sottolineando l'obiettivo di creare valore con sostenibilità economica, ambientale e sociale nel tempo.
Focus su estero, dairy ed efficienza
Il mercato italiano resta centrale per Granarolo e rappresenta il 60% dei ricavi, mentre le attività all'estero salgono al 40% e si confermano la principale direttrice di crescita del gruppo. La dinamica internazionale sostiene così un esercizio in cui l'azienda rafforza il proprio profilo tra i principali operatori dell'agroalimentare italiano.Il passaggio di consegne si inserisce in una fase in cui la società guarda già alle prossime traiettorie industriali, tra focalizzazione sul dairy, efficientamento e aumento della capacità produttiva. La nuova governance accompagna quindi una strategia che punta a consolidare la presenza del gruppo in Italia e fuori dai confini nazionali.
Nel nostro precedente approfondimento sull’export dell’ortofrutta italiana e sul Macfrut di Rimini abbiamo evidenziato come nel 2025 le vendite all’estero del fresco siano salite a 6,6 miliardi di euro, ma con margini sotto pressione per rincari energetici e soprattutto costi logistici più alti. Abbiamo anche segnalato che le tensioni in Medio Oriente e le criticità sulle rotte commerciali possono incidere su tempi di transito e prezzi, rendendo l’espansione internazionale più complessa nonostante la crescita dei volumi.
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