Grugliasco passa a Mechatronix, intesa per il rilancio dell’ex Lear con 365 addetti

Grugliasco passa a Mechatronix, intesa per il rilancio dell’ex Lear con 365 addetti
Rilancio ex Lear Grugliasco

Si avvia alla chiusura una delle vertenze più lunghe dell’automotive piemontese, con il trasferimento dell’ex stabilimento Lear di Grugliasco e dei suoi 365 lavoratori alla newco Mechatronix dal primo maggio. L’operazione accompagna un piano di rilancio industriale sostenuto da 20 milioni di euro di investimenti e da 24 mesi di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione.

Punti chiave

  • Il Gruppo Fulchir acquisisce lo stabilimento ex Lear di Grugliasco, storico produttore di sedili Maserati, tramite Mechatronix controllata da Zetronic al 55%.
  • Dal primo maggio 2024 trasferiti i 365 addetti, con previsti 24 mesi di cassa integrazione straordinaria per la riorganizzazione e il rilancio industriale.
  • Il piano industriale prevede investimenti per 20 milioni di euro, puntando su automotive, fotovoltaico e aeronautica per diversificare la produzione.

Cessione e percorso operativo verso il closing

Come riportato da Il Sole 24 Ore, l’accordo per la cessione dell’asset al Gruppo Fulchir definisce il passaggio dello stabilimento, storico sito produttivo di sedili per Maserati alle porte di Torino, a Mechatronix, società del gruppo controllata al 55% dalla padovana Zetronic.

L’impianto risulta fermo da oltre quattro anni e il completamento dell’operazione prevede un ultimo passaggio al ministero delle Imprese e del Made in Italy il 29 aprile. Gli ultimi nodi dell’intesa, delineata nelle scorse settimane nell’ambito della procedura prevista dall’articolo 47, riguardano la tutela occupazionale e la definizione degli ammortizzatori sociali concordata con la Regione Piemonte.

Per il sito sono previsti 24 mesi di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione, in parallelo con la fase di riavvio industriale del polo. Il trasferimento dal primo maggio include l’intero perimetro occupazionale, pari a 365 addetti.

Impatto per l’automotive piemontese e piano industriale

La soluzione segna un passaggio rilevante per una crisi considerata simbolica delle difficoltà dell’industria automotive in Piemonte e in Italia. A febbraio era infatti sfumata un’altra ipotesi di acquisizione e rilancio da parte della newco italo-cinese Fipa, lasciando aperta l’incertezza sul futuro del sito.

L’intesa ora raggiunta prova a dare una prospettiva industriale più ampia allo stabilimento, con produzioni previste tra automotive, fotovoltaico e aeronautica. Il piano include investimenti per 20 milioni di euro, elemento che rafforza l’obiettivo di riconversione e diversificazione produttiva in un’area fortemente esposta alla trasformazione della filiera dell’auto.

Nel nostro precedente articolo sulla nuova tranche di cassa integrazione straordinaria per l’ex Ilva abbiamo ricostruito l’estensione della Cigs fino al 2027 per Acciaierie d’Italia, con un coinvolgimento potenziale fino a 4.450 lavoratori e un confronto al ministero del Lavoro chiuso senza accordo con i sindacati. Avevamo inoltre evidenziato i nodi legati alla copertura economica dell’integrazione salariale, al rinvio della ripartenza dell’altoforno 4 e alle tensioni istituzionali e sindacali che restano aperte sul dossier.

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