Feralpi rafforza le operazioni in Germania con 280 milioni di investimenti
A circa un anno dall’avvio del nuovo laminatoio a zero emissioni dirette di Riesa, Feralpi indica un aumento del 30% della capacità produttiva del sito tedesco. Il gruppo afferma di avere investito 280 milioni di euro in Germania negli ultimi quattro anni, puntando sul principale mercato europeo dell’acciaio.
In evidenza
- Feralpi ha investito 280 milioni di euro in Germania, inaugurando un nuovo laminatoio a Riesa che ha creato 100 posti di lavoro.
- L'Unione europea ha ridotto del 47% le importazioni di acciaio esenti da dazi a 18,3 milioni di tonnellate e raddoppierà i dazi dal 25% al 50% dal primo luglio.
- Negli ultimi otto anni la produzione annuale di acciaio nell'Ue è scesa da 170 a 130 milioni di tonnellate, mentre la carenza di manodopera e la volatilità dei costi energetici restano rischi chiave.
Espansione industriale a Riesa
Come riferito da Il Sole 24 Ore, Giuseppe Pasini, presidente di Feralpi, afferma che il nuovo laminatoio di Riesa, realizzato con Danieli e inaugurato circa un anno fa, ha già consentito di raggiungere i risparmi previsti e di creare 100 posti di lavoro. L’impianto viene presentato come il primo in Germania per la produzione di Spooler e il primo al mondo capace di produrre bobine da 8 tonnellate.Pasini conferma che il gruppo continua a considerare la Germania un mercato strategico, nonostante un contesto che giudica meno dinamico rispetto al passato. Secondo il manager, la carenza di manodopera qualificata rende difficile sostenere ulteriori riduzioni dell’orario di lavoro nell’industria tedesca.
Misure Ue e pressioni sul settore siderurgico
Il presidente di Feralpi valuta positivamente il piano d’azione dell’Unione europea per l’acciaio e sostiene che le nuove misure di salvaguardia possono sostenere produzione e occupazione nel settore. Pasini richiama il taglio del 47% delle importazioni esenti da dazi, scese a 18,3 milioni di tonnellate rispetto alla soglia precedente, e il raddoppio dei dazi dal 25% al 50% dal primo luglio.Nel quadro europeo, Pasini evidenzia che negli ultimi otto anni la produzione annua di acciaio è scesa da 170 a 130 milioni di tonnellate, con una perdita complessiva di 40 milioni di tonnellate. A suo avviso, la siderurgia resta esposta sia alla sovraccapacità globale, in particolare della Cina, sia ai rincari energetici legati alla crisi del Golfo.
Tra le altre criticità, il gruppo segnala il rischio di un rallentamento dell’immobiliare se i tassi d’interesse tornano a salire, con effetti sulla domanda di acciai per l’edilizia. Pasini aggiunge che la decarbonizzazione resta una sfida centrale per il settore, mentre Feralpi sostiene di avere anticipato questo percorso facendo della sostenibilità una leva di crescita.
Nel nostro precedente approfondimento sulle tensioni nella filiera di plastiche e chimica abbiamo evidenziato come la crisi in Medio Oriente stesse alimentando rincari e difficoltà di approvvigionamento, aumentando il rischio di shortage. Sindacati e Unionchimica Confapi chiedevano interventi urgenti su materie prime, energia e trasporti, dopo forti aumenti di polimeri e resine che comprimono i margini e mettono sotto pressione continuità operativa e occupazione.
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