Stellantis conferma la guidance 2026, ma il mercato punisce i margini in Europa e Nord America
Dopo i conti del primo trimestre, Stellantis subisce forti vendite a Piazza Affari, con il titolo che arriva a sfiorare un calo del 10% e amplia le perdite accumulate da inizio 2026. La reazione degli investitori si concentra soprattutto sulla qualità dei margini in Nord America e sul quasi azzeramento della redditività nell’Europa Allargata, nonostante il ritorno all’utile e il miglioramento operativo del gruppo.
In evidenza
- Stellantis registra nel primo trimestre un utile netto di 377 milioni di euro (da -387 milioni), ricavi +6% a 38,132 miliardi, utile operativo rettificato +194% a 960 milioni.
- La guidance 2026 viene confermata con attese di crescita mid-single digit dei ricavi, margine Aoi low-single digit e miglioramento del free cash flow industriale; previsti 400 milioni di euro di minori dazi U.S.
- In Europa Allargata l'utile operativo rettificato crolla a 8 milioni da 292 milioni, margine Aoi scende a 0,1%, mentre il titolo perde il 15,7% in una settimana e il 35% da inizio 2026.
Conti trimestrali, guidance confermata e dubbi sulla qualità dei margini
Come riferisce Il Sole 24 Ore Radiocor, i risultati del primo trimestre mostrano un ritorno alla redditività per Stellantis, che registra un utile netto di 377 milioni di euro contro una perdita di 387 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi salgono del 6% a 38,132 miliardi di euro, leggermente sotto i 38,4 miliardi attesi dal consensus, mentre l’utile operativo rettificato raggiunge 960 milioni, in crescita del 194%, con margine al 2,5% dallo 0,9% precedente.La società conferma la guidance finanziaria per il 2026 e continua ad attendersi una crescita del fatturato netto a livello mid-single digit, un margine Aoi low-single digit, un miglioramento della generazione di free cash flow industriale rispetto all’anno precedente e una crescita sequenziale tra primo e secondo semestre. Il gruppo indica inoltre un free cash flow industriale positivo nel 2027.
Il mercato, tuttavia, guarda oltre il miglioramento complessivo dei numeri. Secondo Air Capital, sui risultati pesano diverse componenti una tantum, tra cui i rimborsi dei dazi negli U.S., elemento che contribuisce anche alla riduzione della stima dell’impatto dei dazi per il 2026 da 1,6 a 1,3 miliardi di euro, grazie a un effetto positivo atteso di circa 400 milioni. Per Oddo, la performance nordamericana resta sotto le attese e segnala che la ristrutturazione richiede ancora tempo, mentre Equita evidenzia che il Nord America resta il principale motore divisionale e che le altre aree geografiche mostrano un peggioramento.
Pressione del titolo e focus sul piano di rilancio
Nel corso della seduta il titolo scende fino a 5,95 euro, sui livelli di fine marzo. Dopo il tentativo di rimbalzo registrato nella prima parte di aprile, le azioni non riescono a consolidare il recupero e segnano un calo del 15,7% nell’ultima settimana e di quasi il 35% da inizio 2026.La principale area di preoccupazione resta l’Europa Allargata, dove l’utile operativo rettificato si riduce a 8 milioni di euro dai 292 milioni del primo trimestre 2025 e il margine Aoi scende allo 0,1% dal 2,1%. Al tempo stesso, il Nord America conferma il ritorno alla redditività con ricavi in aumento a 16,11 miliardi di euro da 14,469 miliardi e un utile operativo rettificato di 263 milioni, rispetto al dato negativo di 542 milioni di un anno prima, ma il margine dell’1,6% non soddisfa pienamente il mercato.
Nel complesso, diversi analisti mantengono comunque una lettura costruttiva dei conti. Banca Akros parla di una solida evoluzione dei principali indicatori di performance, Intermonte segnala risultati migliori delle attese grazie a minori costi industriali, ed Equita sottolinea un recupero operativo superiore alle previsioni, trainato dalla crescita dei volumi, pur con un assorbimento di cassa stagionale peggiore delle attese.
Il ceo Antonio Filosa afferma che i numeri del trimestre riflettono le azioni avviate per riportare il gruppo su un percorso di crescita sostenibile e profittevole. Il mercato guarda ora alla call sui conti e soprattutto all’Investors Day del 21 maggio, appuntamenti da cui attende indicazioni più precise sui tempi del rilancio e sulla tenuta del miglioramento operativo.
Nella nostra precedente analisi sui conti del primo trimestre 2026 di Prysmian abbiamo evidenziato ricavi in crescita, margini in miglioramento e una forte generazione di cassa, con indebitamento netto in calo. Il gruppo ha inoltre confermato la guidance 2026 su adjusted Ebitda e free cash flow, indicando nel business Transmission e nella domanda legata ai data center alcuni dei principali driver per la prosecuzione del trend nel corso dell’anno.
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