Bonus casa, l’effetto fiscale si riduce per i contribuenti sopra 29mila euro
Con la campagna dichiarativa 2026 iniziano a emergere gli effetti del rallentamento dei bonus casa sui rimborsi in busta paga e sul peso dell’Irpef per una platea ampia di proprietari di immobili. L’impatto riguarda in particolare i contribuenti con redditi oltre 29mila euro, tra i quali la quota di chi ha indicato detrazioni edilizie nelle dichiarazioni precedenti arriva a sfiorare il 52%.
In evidenza
- Da giovedì 14 maggio chi invia il modello 730 precompilato vedrà ridursi il vantaggio fiscale sui bonus casa, con rimborsi minori o imposta netta più alta.
- Almeno il 52% dei circa 13 milioni di contribuenti con redditi oltre 29mila euro subisce la riduzione delle detrazioni per ristrutturazioni, con punte del 70-80% nelle fasce più alte.
- La scadenza delle vecchie detrazioni e la fine delle quote annuali, specie per chi aveva iniziato lavori agevolati nel 2015, aumenta la pressione fiscale per contribuenti Irpef medio-alti già dal 2025.
Dichiarazioni 2026 e calo delle detrazioni
Come riportato da Il Sole 24 Ore, da giovedì 14 maggio sarà possibile modificare e inviare il modello 730 precompilato, passaggio che rende visibile per molti contribuenti la riduzione del vantaggio fiscale legato ai bonus edilizi. Il cambiamento si inserisce nel percorso di contenimento della spesa pubblica appesantita dal superbonus e si traduce in rimborsi più contenuti o in un aggravio dell’imposta netta dovuta.Secondo i dati richiamati nel testo, il fenomeno coinvolge potenzialmente almeno un contribuente su quattro tra coloro che nei modelli 730 e Redditi del 2025 hanno indicato detrazioni per ristrutturazione edilizia. Tra i circa 13 milioni di persone con redditi superiori a 29mila euro, la percentuale sale quasi al 52%, con incidenze che raggiungono il 70-80% nelle fasce reddituali più elevate.
Nelle ultime dichiarazioni, per questi contribuenti i bonus casa, compreso l’ecobonus, hanno alleggerito l’Irpef di 1-2 punti in termini di aliquota effettiva media. Su base individuale l’effetto può valere anche diverse migliaia di euro, rendendo più evidente il ridimensionamento del beneficio fiscale nel 2026.
Scadenze delle agevolazioni e impatto sui redditi
Uno dei principali fattori che riducono le agevolazioni è la naturale scadenza delle vecchie detrazioni. Chi ha eseguito lavori in anni recenti e ha scelto la detrazione diretta, invece della cessione del credito o dello sconto in fattura, continua a trovare la quota annuale già riportata nel modello 730 reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate il 30 aprile.La situazione cambia per chi ha effettuato interventi agevolati nel 2015. Questi contribuenti hanno portato in detrazione nel 2025 l’ultima rata disponibile e da quest’anno vedono quindi assottigliarsi o azzerarsi il rimborso in busta paga, salvo avere avviato nel frattempo nuovi lavori su altri immobili.
Il ridimensionamento dei bonus incide soprattutto sui soggetti che sostengono la parte più rilevante del gettito Irpef. Per questa fascia di reddito, il calo delle detrazioni può tradursi in una maggiore pressione fiscale percepita già nella dichiarazione di quest’anno, con effetti diretti sui bilanci familiari e sulla convenienza economica degli interventi edilizi incentivati.
Nella nostra precedente analisi sui risultati del primo trimestre 2026 di BFF Bank abbiamo riportato la crescita di utile e ricavi, con indicatori patrimoniali (CET1 e total capital ratio) sopra i requisiti SREP, seppur con margini contenuti. Abbiamo inoltre evidenziato che l’ispezione avviata da Banca d’Italia a dicembre 2025 è ancora in corso e che sono stati nominati due commissari in affiancamento al CdA, in un contesto di attenzione alla governance.
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