Puglia, oltre 700 progetti rinnovabili restano in attesa di autorizzazione

Puglia, oltre 700 progetti rinnovabili restano in attesa di autorizzazione
Stop ai progetti green

La Puglia mantiene un ruolo centrale nelle rinnovabili italiane grazie alla forte esposizione a sole e vento, ma l'iter dei nuovi impianti rallenta la capacità di trasformare l'interesse degli investitori in capacità installata. Tra eolico e fotovoltaico la regione conta oltre 700 richieste senza risposta per 32 GW, un volume che la colloca tra le aree con il maggiore arretrato autorizzativo nel Paese.

In evidenza

  • Oltre 700 progetti eolici e fotovoltaici per 32 GW sono in attesa di autorizzazione in Puglia, con significativa concentrazione nella provincia di Foggia.
  • Puglia, con 3.500 MW eolici installati al 2025 rispetto all'obiettivo di 4.200 MW al 2030, resta sotto il target nazionale di 211 MW e sconta tempi autorizzativi fino a cinque anni.
  • Procedure lente, risposte dagli enti entro sette mesi e numerosi dinieghi preliminari alimentano incertezza, frenando investimenti e sviluppo della filiera regionale delle rinnovabili.

Arretrato autorizzativo e obiettivi al 2030

Come riportato da Il Sole 24 Ore, una parte rilevante dei progetti si concentra nella provincia di Foggia, in particolare nei comuni di Ascoli Satriano, San Severo e Foggia, che da soli sommano 10 GW da installare secondo l'Osservatorio REgions 2030 di Elemens e Public Affairs Advisor.

I dati della Regione Puglia indicano che sono in attesa di autorizzazione più di 700 progetti tra eolico e fotovoltaico, per una capacità complessiva di 32 GW, con una quota dei dossier ancora in istruttoria al Mase per la Via. Secondo i dati Terna aggiornati al 31 marzo, la regione resta sotto i propri target di 211 MW ed è quarta in Italia per entità dei progetti, dopo Sardegna, Calabria e Toscana.

In teoria, tra autorizzazioni già concesse e pratiche in attesa di Via, la Puglia avrebbe già raggiunto il traguardo fissato per il 2030. Questo però non si traduce automaticamente in nuovi impianti operativi, perché una parte dei progetti autorizzati potrebbe non essere realizzata nei tempi previsti o non arrivare affatto alla fase esecutiva.

Tempi lunghi frenano investimenti e filiera

Nel comparto eolico terrestre, la regione ha già sviluppato una base significativa di capacità, con 3.500 MW installati al 2025, a fronte di un obiettivo di 4.200 MW al 2030. Simone Togni, presidente di Anev, afferma che il nodo principale non è la distanza dal target, ma la durata delle procedure, che nell'eolico raggiunge in media cinque anni, a cui si aggiungono almeno altri due anni per la costruzione degli impianti.

Anche il fotovoltaico sconta iter considerati troppo lenti dagli operatori. Marco Balzano di Italia Solare segnala che alcuni enti esprimono dinieghi in via preventiva, in particolare le Soprintendenze, e sostiene che l'impatto sull'agricoltura resta contenuto, dato che finora gli impianti occupano solo l'1% dell'area agricola, mentre l'agrifotovoltaico può combinare produzione energetica e attività agricola.

Alfonso Gallo di Geko indica inoltre nell'elevato numero di enti coinvolti un ulteriore fattore di rallentamento. Secondo il manager, le risposte arrivano anche dopo sette mesi e la scarsa interlocuzione con i promotori, anche nelle aree idonee, aumenta l'incertezza per investitori e filiera regionale.

Nel nostro precedente approfondimento sui ritardi autorizzativi dei progetti rinnovabili in Italia abbiamo evidenziato che, pur a fronte di un ritmo complessivo di nuova capacità in linea con i minimi, una quota molto ampia di iniziative — circa 150 GW tra eolico e soprattutto fotovoltaico — resta bloccata nell’iter. Abbiamo anche sottolineato il forte divario tra regioni, con Puglia, Sicilia e Sardegna che concentrano molte richieste e tempi lunghi che possono mettere sotto pressione gli obiettivi al 2030 e frenare gli investimenti.

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