Le azioni USA scendono mentre l'Iran minaccia un conflitto più ampio
I mercati stanno tornando a muoversi non solo sui dati economici, ma anche sul rischio di un conflitto più ampio. Dopo che i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno avvertito che il conflitto potrebbe estendersi “oltre la regione”, i principali indici statunitensi sono scesi, riflettendo la cautela degli investitori di fronte a una possibile nuova escalation.
In evidenza
- L'Iran ha minacciato di espandere il conflitto se Stati Uniti e Israele riprenderanno gli attacchi.
- L'S&P 500 è sceso a 7353,61, perdendo 49,44 punti, pari allo 0,67%.
- Il Nasdaq è sceso a 25.870,71, in calo di 220.024 punti, ovvero lo 0,84%.
- Il DJIA è sceso a 49.363,88, perdendo 322,24 punti, pari allo 0,65%.
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Teheran alza la posta
Secondo CNBC, i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno avvertito mercoledì che, se Stati Uniti e Israele lanceranno nuovi attacchi, il conflitto potrebbe estendersi “oltre la regione”. La dichiarazione è arrivata dopo che Donald Trump ha affermato di essere stato vicino a riprendere la campagna militare, ma di aver deciso di dare più tempo alla diplomazia.
La retorica contrasta nettamente con segnali più concilianti provenienti da Washington. Trump ha dichiarato martedì che gli Stati Uniti potrebbero porre fine al conflitto con l'Iran “molto rapidamente”, mentre il vicepresidente JD Vance ha affermato che i colloqui tra Washington e Teheran stanno andando “abbastanza bene”. Allo stesso tempo, l'amministrazione mantiene aperta l'opzione militare nel caso in cui la diplomazia fallisse.
Gli indici scendono
Le azioni statunitensi sono scese in questo contesto. L'S&P 500 ha perso lo 0,67% a 7353,61. Il Nasdaq è sceso dello 0,84%, a 25.870,71. Il Dow Jones ha perso lo 0,65% a 49.363,88.
La reazione è stata in linea con il comportamento degli investitori durante periodi di incertezza geopolitica. I titoli tecnologici sono particolarmente sensibili all'aumento del rischio, alle preoccupazioni sull'inflazione e ai rendimenti obbligazionari più elevati. Quando i mercati temono possibili interruzioni delle forniture di petrolio o una nuova fase militare, gli investitori tendono a ridurre l'esposizione agli asset più rischiosi.
La geopolitica torna a guidare i mercati
Le ultime minacce dell'Iran evidenziano quanto la situazione in Medio Oriente resti fragile. Anche senza azioni militari immediate, una retorica forte da parte di Teheran basta a turbare gli investitori globali e a spingerli verso asset più sicuri.
Per i mercati finanziari, ciò significa volatilità persistente nel breve termine. Fino a quando non emergeranno progressi più chiari nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, qualsiasi nuovo sviluppo nella regione rischia di provocare forti movimenti nei prezzi delle azioni e del petrolio.
In precedenza era stato riportato che Nvidia pubblicherà i risultati mentre la competizione sui chip AI si intensifica.
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