Assobalneari chiede al Governo un confronto sulle concessioni e sulla mappatura della risorsa
Il confronto sulle concessioni balneari torna al centro del dibattito dopo la richiesta di Assobalneari Italia di aprire un tavolo con il Governo sull'applicazione dell'articolo 12 della Direttiva Bolkestein. L'associazione sostiene che prima di eventuali gare debba essere accertata con dati oggettivi l'effettiva scarsità della risorsa naturale disponibile, includendo anche aree lacuali e fluviali.
In evidenza
- Assobalneari Italia chiede al Governo il ripristino del Tavolo tecnico nazionale e una mappatura completa delle concessioni demaniali, incluse aree lacuali e fluviali.
- Il presidente Fabrizio Licordari sollecita l'accertamento preventivo della scarsità della risorsa come passo tecnico essenziale per applicare la Direttiva Bolkestein.
- Assobalneari riconosce il contributo delle ordinanze del presidente del Tar di Lecce Antonio Pasca, che hanno rilanciato il dibattito sulla corretta interpretazione del diritto europeo.
Mappatura nazionale e richieste al Governo
Come riportato da Il Sole 24 Ore, la richiesta viene avanzata da Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari Italia, associazione aderente a Federturismo Confindustria, in un appello rivolto alla premier Giorgia Meloni per un confronto istituzionale sulla corretta applicazione della normativa europea.Secondo l'associazione, il punto di partenza è la verifica preventiva dell'eventuale scarsità della risorsa naturale, richiamando le sentenze Promoimpresa e del Comune di Ginosa della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Tra i temi indicati dai balneari figurano il ripristino del Tavolo tecnico nazionale sulla mappatura della risorsa demaniale, il completamento della ricognizione con l'inclusione delle aree lacuali e fluviali, il coinvolgimento delle Regioni interessate e l'adozione di un provvedimento specifico per garantire la continuità aziendale durante la verifica istruttoria nazionale.
Licordari sostiene che il nodo centrale della Direttiva Bolkestein venga ancora interpretato in modo errato. A suo avviso, l'accertamento della scarsità della risorsa non rappresenta il fine del processo, ma lo strumento necessario per stabilire se il diritto europeo imponga realmente il ricorso alle procedure comparative, che possono essere applicate solo in presenza di una scarsità effettiva e dimostrata con elementi concreti.
Impatto per territori lacuali e quadro istituzionale
Assobalneari chiede che nella ricognizione rientrino anche i territori lacuali e fluviali coinvolti nelle attività turistico-balneari, sottolineando il legame economico con l'industria dell'ospitalità. Tra gli esempi citati compaiono aree attorno ai laghi di Viverone, Garda e Trasimeno, con la richiesta di coinvolgere nel confronto anche Regioni come Lombardia, Piemonte e Trentino-Alto Adige.Secondo Licordari, la verifica preventiva della risorsa disponibile è un'attività tecnica e amministrativa che spetta esclusivamente alle istituzioni competenti e non può essere sostituita da valutazioni presuntive o affermazioni astratte. Nel quadro della vicenda concessioni, il presidente di Assobalneari riconosce inoltre un ruolo rilevante al presidente del Tar di Lecce, Antonio Pasca, affermando che le sue ordinanze di rinvio alla Corte di Giustizia Europea hanno contribuito a riportare il dibattito sul piano del diritto europeo e sull'interpretazione dell'articolo 12 della Direttiva.
Nel nostro precedente articolo sui dazi introdotti dall’amministrazione Trump abbiamo ricostruito come le nuove misure tariffarie potessero influenzare l’export italiano verso gli Stati Uniti. Pur a fronte di un impatto aggregato relativamente contenuto, segnalavamo pressioni su comparti specifici (tra cui metalli e agroalimentare) e possibili effetti di breve periodo legati a sovrastoccaggio e alle scelte UE sul fronte delle ritorsioni.
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