INPS definisce i contributi obbligatori 2026 per i lavoratori agricoli

INPS definisce i contributi obbligatori 2026 per i lavoratori agricoli
Nuovi contributi agricoli 2026

L’aggiornamento contributivo per il comparto agricolo fissa per il 2026 gli importi dovuti da coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali. Il versamento deve avvenire in quattro rate con modello F24, con l’ultima scadenza fissata al 18 gennaio 2027.

In evidenza

  • INPS stabilisce i nuovi importi contributivi obbligatori 2026 per i lavoratori agricoli autonomi con circolare n. 67 del 18 giugno 2026.
  • Il pagamento deve avvenire in quattro rate tramite modello F24 con scadenze il 16 luglio, 16 settembre, 16 novembre 2026 e 18 gennaio 2027.
  • La circolare specifica oneri previdenziali e condizioni di agevolazione per imprese agricole, distinguendo zone montane e aree ammesse a riduzioni contributive.

Importi e calendario dei versamenti

Come comunica l’INPS nella circolare del 18 giugno 2026, n. 67, il nuovo quadro contributivo riguarda gli importi obbligatori dovuti per il 2026 dai principali operatori del settore agricolo autonomo.

Le somme indicate nella tabella allegata alla circolare comprendono la contribuzione IVS, la quota per maternità e i contributi INAIL. Il calendario dei pagamenti prevede quattro scadenze, il 16 luglio 2026, il 16 settembre 2026, il 16 novembre 2026 e il 18 gennaio 2027.

L’Istituto ricorda che il pagamento deve essere effettuato in quattro rate utilizzando il modello F24, confermando quindi una scansione già rilevante per la pianificazione finanziaria delle aziende e dei lavoratori interessati.

Effetti per imprese agricole e aree agevolate

La comunicazione interessa una parte ampia del sistema agricolo italiano, perché definisce gli oneri previdenziali e assicurativi che incidono sui costi operativi dei lavoratori autonomi del comparto.

La circolare richiama inoltre i riferimenti normativi utili a individuare i territori montani e le zone agricole che possono accedere alle agevolazioni previste. Questo passaggio mantiene un impatto diretto sulle imprese attive nelle aree ammesse ai benefici, con effetti sulla corretta applicazione delle riduzioni contributive.

Nel nostro precedente approfondimento sui dati INPS relativi al lavoro domestico nel 2025 abbiamo evidenziato che, dopo il picco della pandemia, il numero di addetti con almeno un contributo versato è sceso a 804.464, segnando il quarto calo annuo consecutivo. Abbiamo anche ricordato la forte prevalenza di donne e lavoratori stranieri nel comparto, oltre alla distribuzione territoriale e alle differenze retributive tra colf e badanti.

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