INPS apre le regolarizzazioni contributive per il lavoro in Paesi senza accordi di sicurezza sociale
Le aziende che impiegano personale all’estero in Paesi extracomunitari privi di accordi di sicurezza sociale con l’Italia possono sanare le difformità contributive riferite al periodo tra gennaio e giugno 2026. La finestra riguarda i datori che non hanno seguito le istruzioni istituzionali e consente la sistemazione senza oneri aggiuntivi entro il termine indicato dall’Istituto.
In evidenza
- INPS, con la circolare n. 66 del 18 giugno 2026, disciplina le regolarizzazioni contributive per lavoratori italiani operanti in Paesi extra-UE senza accordi di sicurezza sociale.
- Le regolarizzazioni senza costi aggiuntivi riguardano il periodo gennaio-giugno 2026 e devono essere completate entro il giorno 16 del terzo mese dalla pubblicazione.
- Il provvedimento esclude gli Stati UE e offre alle imprese italiane con personale all’estero una guida operativa per evitare oneri accessori e allineare gli adempimenti previdenziali.
Nuove istruzioni su contributi e scadenze
Come chiarisce l’INPS nella circolare n. 66 del 18 giugno 2026, la misura riguarda le regolarizzazioni contributive dei lavoratori operanti all’estero in Paesi non legati all’Italia da accordi in materia di sicurezza sociale.Il quadro applicativo discende dal decreto del ministro del Lavoro e delle politiche sociali del 29 maggio 2026, adottato di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze, che fissa le retribuzioni convenzionali da applicare ai lavoratori impiegati in Paesi extracomunitari dove tali accordi non sono in vigore.
I datori di lavoro che da gennaio a giugno 2026 hanno operato in difformità rispetto alle istruzioni richiamate al punto A della circolare possono quindi regolarizzare i periodi interessati senza costi aggiuntivi. La regolarizzazione deve essere effettuata entro il giorno 16 del terzo mese successivo alla pubblicazione della circolare.
Impatto operativo per le imprese italiane
Sono esclusi dall’ambito territoriale della disciplina gli Stati dell’Unione europea, limitando quindi l’intervento ai rapporti di lavoro svolti in Paesi extracomunitari senza intese bilaterali di sicurezza sociale con l’Italia.Per le imprese con personale assegnato all’estero, il chiarimento riduce il rischio di oneri accessori sulle posizioni contributive irregolari del primo semestre 2026 e offre un percorso definito per l’allineamento amministrativo. La circolare fornisce così un riferimento operativo per i datori chiamati a rivedere gli adempimenti previdenziali legati alla mobilità internazionale.
Nel nostro precedente approfondimento sui dati INPS relativi al lavoro domestico nel 2025 abbiamo evidenziato il calo degli addetti con almeno un contributo versato, scesi a 804.464, e il quarto anno consecutivo di riduzione dopo il picco della pandemia. L’analisi metteva in luce anche la forte prevalenza femminile e straniera del comparto, oltre alla concentrazione in regioni come Lombardia e Lazio e alle differenze retributive tra colf e badanti.
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