Alphabet (GOOGL) sta accelerando la sua transizione verso un modello di “azienda AI-first”, rendendo Gemini l’elemento centrale di quasi tutto l’ecosistema Google. L’evento più importante è stato il Google I/O 2026, dove l’azienda ha presentato Gemini 3,5 Flash, la piattaforma multimodale Gemini Omni e l’agente AI Gemini Spark.
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Il management di Google ha di fatto annunciato l’inizio dell’“Era Agentic Gemini” — una nuova fase in cui l’intelligenza artificiale non solo risponde alle richieste, ma svolge autonomamente compiti su tutti i servizi Google.
Search diventa il principale campo di battaglia nella corsa all’AI
I cambiamenti più significativi riguardano Search. Google descrive l’aggiornamento come la “più grande trasformazione di Search degli ultimi 25 anni”: le modalità AI e Gemini vengono ora integrate direttamente nei risultati di ricerca, creando un’interfaccia conversazionale invece del tradizionale elenco di link. Allo stesso tempo, le funzionalità AI si stanno espandendo su Chrome, Gmail, Docs, YouTube e Android XR. L’azienda sta inoltre rientrando nel mercato degli smart-glasses grazie a partnership con Samsung, Warby Parker e Gentle Monster, puntando a competere con Meta nel segmento degli AI wearables.
Gli investitori puntano su cloud e infrastruttura AI
Dal punto di vista degli investimenti, il mercato valuta attualmente Alphabet soprattutto in base alla sua capacità di monetizzare l’infrastruttura AI. Google Cloud rimane uno dei segmenti a più rapida crescita dell’azienda grazie alla forte domanda enterprise per servizi di calcolo AI e soluzioni basate su Gemini. Gli analisti sottolineano che Google non si affida a un singolo prodotto “trainato dall’hype”, ma a una profonda integrazione AI sulla sua vasta base utenti esistente in Search, Workspace e YouTube. Un importante vantaggio competitivo deriva anche dai chip proprietari TPU di Google, che riducono la dipendenza da Nvidia e danno all’azienda maggiore controllo sui costi di calcolo.
Pressioni regolatorie e concorrenza restano rischi chiave
Allo stesso tempo, le pressioni su Alphabet continuano ad aumentare. Gli investitori hanno reagito con cautela all’assenza di un rilascio completo di Gemini 3,5 Pro all’I/O 2026, poiché il mercato si aspettava una risposta più aggressiva a OpenAI e Anthropic. Ulteriori rischi derivano dalle indagini antitrust in corso negli Stati Uniti e in Europa, dove i regolatori stanno esaminando attentamente l’integrazione di Gemini in Search e nel business pubblicitario di Google. Tuttavia, la strategia attuale di Alphabet appare più pragmatica rispetto a molti concorrenti: l’azienda si concentra meno su dimostrazioni AI spettacolari e più sulla commercializzazione su larga scala dell’AI all’interno del suo già dominante ecosistema digitale.
I rialzisti non sono riusciti ancora una volta a superare la resistenza intorno al livello di $405, mentre il supporto vicino a $385 continua a contenere la pressione ribassista. Il mancato superamento della resistenza potrebbe innescare una liquidazione più ampia delle posizioni long, mentre una rottura al rialzo aprirebbe probabilmente la strada verso l’area $410–415.
Nell’articolo Alphabet resta sotto pressione mentre i trader prendono profitto sulle posizioni long, avevo già osservato che, se il calo dovesse continuare, ci si dovrebbe attendere un aumento dell’attività rialzista.
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