Electrolux conferma 1.700 esuberi in Italia, governo e sindacati respingono il piano

Electrolux conferma 1.700 esuberi in Italia, governo e sindacati respingono il piano
Scontro su esuberi Electrolux

La vertenza Electrolux si inasprisce durante lo sciopero negli stabilimenti italiani e il presidio davanti al ministero delle Imprese, mentre l'azienda mantiene il progetto di riorganizzazione con 1.700 esuberi. Lo scontro coinvolge governo, territori e sindacati e riporta al centro il nodo dei costi industriali che pesa sul settore degli elettrodomestici in Italia.

In evidenza

  • Electrolux conferma 1.700 esuberi in Italia, respingendo richieste di ritiro da governo e sindacati durante il confronto al Mimit.
  • Il management Electrolux segnala un aumento dei costi industriali in Italia, con energia più cara del 45% e acciaio del 31% rispetto ad altri paesi.
  • I sindacati temono una possibile acquisizione da parte di Midea, ma Electrolux non commenta mentre la tensione sulle ristrutturazioni rimane alta.

Scontro al Mimit sul piano industriale

Come riportato da Il Sole 24 Ore, il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso definisce "irricevibile" il piano presentato da Electrolux, giudicandolo inaccettabile sia per l'assenza di adeguate prospettive industriali sia per l'impatto occupazionale previsto. Al tavolo del Mimit partecipano anche le istituzioni locali e le Confindustria del territorio, mentre Fiom, Fim e Uilm chiedono il ritiro del progetto di tagli per aprire un confronto sulla riorganizzazione del lavoro.

Urso ribadisce ai manager della multinazionale svedese una posizione già espressa nei giorni precedenti e confermata anche dopo il confronto con i rappresentanti delle Regioni, con l'obiettivo di costruire una linea comune delle istituzioni. Il confronto si svolge in un clima di forte tensione, con un duro braccio di ferro tra azienda e sindacati mentre la protesta dei lavoratori è ancora in corso.

Costi industriali e timori sul controllo

Nel corso dell'incontro, il management di Electrolux sostiene che produrre in Italia presenta criticità crescenti per il settore dell'elettrodomestico, colpito dalla debolezza dei consumi e dall'aumento dei costi di energia, acciaio e componentistica. Secondo fonti presenti al tavolo citate nel testo, la società indica uno svantaggio del 45% sull'energia e del 31% sull'acciaio rispetto ad altri contesti produttivi.

L'azienda spiega di avere cercato negli anni di compensare il divario puntando su produzioni di fascia alta, ma questa strategia ora non basta più. Sullo sfondo restano anche i timori dei sindacati per una possibile avanzata di Midea, il gruppo cinese che ha già una joint venture e una partnership con Electrolux limitatamente agli impianti statunitensi; secondo le sigle, la ristrutturazione potrebbe preparare un cambio di controllo, un'ipotesi sulla quale la multinazionale non rilascia commenti. Allo stato attuale, non emergono segnali di un passo indietro sul piano dei 1.700 esuberi annunciato per l'Italia.

Nella nostra precedente analisi su Prysmian Group (PRY) abbiamo evidenziato come le recenti aggiudicazioni di contratti per cavi ad alta tensione e l’esecuzione dei progetti legati a transizione energetica e infrastrutture dati stessero rafforzando il portafoglio ordini e la visibilità sugli utili. Sul piano tecnico, il titolo risultava in trend rialzista sopra le principali medie mobili, ma con segnali di ipercomprato che suggerivano prudenza e la possibilità di una fase laterale nel breve periodo.

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