Alphabet si indebolisce mentre crescono le preoccupazioni sui costi della corsa all’AI

Alphabet si indebolisce mentre crescono le preoccupazioni sui costi della corsa all’AI
GOOGL

​Le azioni Alphabet (GOOGL) hanno subito una correzione nelle ultime settimane dopo un forte rally all’inizio dell’anno. Il motivo principale è la crescente preoccupazione del mercato per l’entità degli investimenti di Google nell’intelligenza artificiale. 

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L’azienda è pronta a investire fino a 180–190 miliardi di dollari nel 2026 in infrastrutture AI, data center e chip TPU—ben oltre le aspettative degli analisti. Gli investitori si chiedono sempre più quanto velocemente questi investimenti si tradurranno in profitti, e non solo in crescita dei ricavi.

Ulteriori pressioni sono seguite alla conferenza Google I/O. Nonostante il lancio di Gemini 3,5, degli agenti AI e importanti aggiornamenti alla Search, la reazione del mercato è stata tiepida—le azioni sono scese di circa il 2% dopo la presentazione. Wall Street vede sempre più la strategia di Google come “difensiva”: l’azienda cerca di proteggere il proprio ecosistema Search, Android, YouTube e Cloud dalla pressione di OpenAI e Microsoft, invece di mostrare un salto tecnologico rivoluzionario.

Allo stesso tempo, i fondamentali restano solidi

Nonostante il ritracciamento, la performance operativa di Alphabet rimane robusta. Google Cloud continua a crescere a ritmo accelerato grazie alla domanda di servizi AI, e Gemini è già integrato in quasi tutti i principali prodotti dell’azienda. Il management sottolinea che la domanda di calcolo AI supera attualmente la capacità interna di Google. Si tratta di una situazione rara in cui la sfida dell’azienda non è la mancanza di clienti, ma la carenza di infrastrutture.

Il mercato ora discute non se Google monetizzerà l’AI, ma quanto tempo ci vorrà. Alcuni analisti vedono il calo attuale come una reazione temporanea all’aumento dei CAPEX, soprattutto considerando il dominio di Alphabet in pubblicità, cloud ed ecosistema mobile. Altri, invece, temono che la Search alimentata dall’AI possa gradualmente erodere il modello ad alto margine della Search tradizionale, che da decenni è il motore principale dei profitti di Google.

Rischio chiave: pressione antitrust e trasformazione della Search

Un altro fattore che pesa sul titolo è l’aumento della pressione regolatoria da parte di USA e UE. Il processo di appello nel caso antitrust relativo al monopolio di Google nella Search è ancora in corso. Le autorità statunitensi chiedono misure più severe, tra cui la possibile separazione di Chrome e limitazioni agli accordi esclusivi con Apple. Per il mercato, questo non è più un rischio legale astratto, ma un fattore che potrebbe ridefinire la struttura aziendale di Alphabet nei prossimi anni.

Nel complesso, GOOGL si trova attualmente in una fase di riprezzamento: il mercato riconosce che Google resta uno dei principali player mondiali nell’AI, ma allo stesso tempo chiede prove che i suoi massicci investimenti saranno efficienti. Nel breve termine, ciò crea pressione sul titolo, ma strategicamente Alphabet rimane una delle piattaforme AI globali più solide.

Prospettive a breve termine

Dopo che i rialzisti non sono riusciti a superare la resistenza vicino ai 410 dollari, le azioni Apple (AAPL) sono tornate verso il supporto intorno ai 385 dollari. Poiché il trend di lungo periodo resta intatto, come già evidenziato in Alphabet in calo mentre i trader prendono profitto sulle posizioni long, la domanda da questo livello potrebbe sostenere un ritorno verso la fascia di resistenza 400–410 dollari. Una rottura sotto il supporto probabilmente porterebbe a un calo verso 375–370 dollari.

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