Export italiano extra Ue accelera ad aprile, vendite vicine a 28 miliardi

Export italiano extra Ue accelera ad aprile, vendite vicine a 28 miliardi
Export italiano in forte crescita

L'export italiano verso i mercati extra Ue registra in aprile una crescita dell'11,3%, in un contesto internazionale ancora complesso per domanda ed equilibri geopolitici. Le vendite mensili sfiorano i 28 miliardi di euro, quasi 3 miliardi in più rispetto ad aprile 2025, mentre il bilancio dei primi quattro mesi dell'anno mostra un progresso del 3,7%.

In evidenza

  • Italian extra-EU exports in April neared 28 billion, with double-digit growth in the US and India, and over 30% increases in China and Switzerland.
  • Export growth to extra-EU27 markets was driven by energy (+34.9%), intermediate goods (+22.0%), and capital goods (+11.1%), while durable consumer goods fell 10.2%.
  • Cumulative extra-EU exports in January-April rose 3.7% despite geopolitical tensions, while April imports climbed 5.8% due to strong energy and intermediate goods demand.

Andamento di aprile per aree e comparti

Come riportato da Il Sole 24 Ore, l'espansione delle esportazioni extra Ue in aprile si distribuisce su quasi tutte le principali aree geografiche. Gli incrementi sono a doppia cifra negli Stati Uniti e in India, mentre Cina e Svizzera superano il 30%.

Tra le poche aree in controtendenza figurano il Regno Unito, la Turchia e il Medio Oriente. Per la Turchia pesa il confronto con la forte corsa dell'oreficeria dello scorso anno, mentre in Medio Oriente la frenata è di quasi 7 punti, comunque più contenuta rispetto al crollo osservato in marzo dopo l'attacco di U.S. e Israele all'Iran.

Sul piano macro-settoriale, la crescita tendenziale dell'export verso i mercati extra Ue27 è sostenuta soprattutto dall'energia, in aumento del 34,9%, dai beni intermedi, in rialzo del 22,0%, e dai beni strumentali, che avanzano dell'11,1%. Crescono anche i beni di consumo non durevoli, pari a +5,7%, mentre calano solo i beni di consumo durevoli, in flessione del 10,2%.

Segnali per commercio estero e industria

L'import registra nello stesso mese un incremento tendenziale del 5,8%, trainato in particolare dai maggiori acquisti di energia, in crescita del 28,1%, e di beni intermedi, in aumento del 16,1%. Il dato suggerisce una domanda ancora attiva di input produttivi e forniture energetiche in una fase di volatilità internazionale.

Il risultato dei primi quattro mesi dell'anno appare rilevante per l'industria italiana perché arriva in uno scenario estero difficile. Il progresso cumulato del 3,7% del made in Italy extra Ue indica infatti una tenuta delle esportazioni nonostante le tensioni geopolitiche e la debolezza mostrata da alcune aree di sbocco.

Nel nostro precedente approfondimento sull’escalation nello Stretto di Hormuz abbiamo spiegato come l’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran abbia rapidamente riacceso il premio di rischio sul petrolio, spingendo WTI e Brent in rialzo di circa il 3%. L’articolo evidenziava anche i rischi per inflazione e costi industriali legati a possibili restrizioni del traffico in una rotta da cui transita una quota rilevante delle forniture globali di energia.

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