Fondi di coesione UE verso nuovi impieghi, cresce il rischio di uso per spesa corrente
Il dibattito sul futuro dei fondi europei di coesione si intensifica mentre Bruxelles valuta un ricorso più flessibile a queste risorse per affrontare emergenze come il rincaro dell'energia. Il cambiamento si inserisce nella definizione del bilancio europeo 2028-2035 e rafforza una trasformazione che, secondo l'analisi, allontana i fondi dalla loro funzione originaria di investimento strutturale nelle aree meno sviluppate.
In evidenza
- L'apertura del Commissario UE Raffaele Fitto consente l'utilizzo dei fondi di coesione europei anche per combattere l'aumento dei prezzi dell'energia.
- La Commissione europea propone dal 2028 una governance rafforzata dei governi centrali sui fondi UE, riducendo il ruolo delle amministrazioni regionali.
- L'estensione dell'uso dei fondi UE, comprese nuove aree e maggiore flessibilità, aumenta il rischio di destinazione a spesa corrente soprattutto in periodi pre-elettorali.
Evoluzione della politica di coesione europea
Come riportato da Il Sole 24 Ore, l'apertura del Commissario europeo Raffaele Fitto all'utilizzo dei fondi europei contro l'aumento dei prezzi dell'energia rappresenta un ulteriore passaggio nella ridefinizione della politica di coesione. Questi strumenti nascono come pilastro dell'integrazione europea, con l'obiettivo di sostenere la convergenza economica tra territori e finanziare investimenti strutturali, in particolare nelle regioni meno sviluppate.Per la loro natura di finanziamenti di lungo periodo, i fondi strutturali sono storicamente inseriti in una programmazione settennale, al pari del bilancio europeo. Negli ultimi anni, tuttavia, il loro perimetro si amplia progressivamente: dapprima verso obiettivi di politica industriale e competitività, poi, con la pandemia da Covid-19, anche verso misure di sostegno a famiglie e imprese colpite dalla crisi.
Nella revisione di medio termine presentata lo scorso anno, la Commissione europea inserisce inoltre nuove aree di impiego, tra cui grandi progetti di politica industriale europea, difesa e abitare. In parallelo, il confronto sul prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2035 consolida la richiesta di aumentare la quota di flessibilità dei fondi da attivare in caso di emergenze non previste.
Implicazioni per governance e finanza pubblica
Secondo questa lettura, la trasformazione non riguarda solo le finalità di spesa ma anche la governance. La proposta della Commissione per la programmazione che parte dal 2028 attribuisce infatti un ruolo più incisivo ai governi centrali, ridimensionando quello delle amministrazioni regionali, nonostante le obiezioni di una parte del Parlamento europeo e del Comitato europeo delle Regioni.L'estensione dei possibili utilizzi, dalla casa alla crisi energetica, segnala quindi un passaggio da fondi destinati allo sviluppo territoriale a risorse finanziarie più direttamente gestite dai governi nazionali per coprire spese che trovano poco spazio nei vincoli del Patto di Stabilità. L'analisi richiama anche il rischio politico di un uso improprio in prossimità di scadenze elettorali, quando la pressione ad aumentare la spesa corrente può crescere.
Nel nostro precedente articolo sul protocollo d’intesa tra Regione Emilia-Romagna e Invitalia abbiamo raccontato l’accordo firmato a Bologna per rafforzare l’ecosistema dell’innovazione, sostenere startup e trasferimento tecnologico e coordinare incentivi tra livello nazionale e regionale. L’intesa, valida fino al 2028, punta anche ad attrarre investimenti e talenti tramite servizi integrati, assistenza tecnica e analisi condivise sugli impatti sul territorio.
Ultime notizie su Italy
- Forex
- Crypto