Italia valuta uso dei fondi Ue per misure contro il caro energia

Italia valuta uso dei fondi Ue per misure contro il caro energia
Italia valuta uso fondi Ue

Si apre a Roma un nuovo confronto sulla possibilità di riprogrammare una quota dei fondi europei per finanziare interventi sulla bolletta energetica. La partita coinvolge le Regioni e si profila complessa, perché le risorse libere nella programmazione 2021-2027 sono limitate e la nuova ipotesi non prevede gli incentivi concessi nella revisione precedente.

In evidenza

  • Italia valuta una nuova riprogrammazione dei fondi Ue per misure contro il caro energia a seguito della proposta del vicepresidente Raffaele Fitto.
  • Diverse Regioni esprimono dubbi per la limitata disponibilità di risorse 2021-2027 non già impegnate e l'assenza di vantaggi aggiuntivi per la riallocazione.
  • La precedente rimodulazione di marzo aveva consentito di destinare quasi 7,1 miliardi di euro grazie a condizioni favorevoli, ora non replicate nella nuova proposta.

Riprogrammazione Ue e margini finanziari

Come riportato da Il Sole 24 Ore, le autorità di gestione dei fondi europei hanno ricevuto una comunicazione ufficiale in vista di una possibile nuova tranche di riprogrammazione destinata a misure contro la crisi energetica. L'iniziativa entra così in una fase più concreta dopo la proposta formalizzata nelle scorse settimane dal vicepresidente della Commissione Raffaele Fitto.

Il nodo principale riguarda però lo spazio finanziario effettivamente disponibile. Diverse Regioni esprimono dubbi sull'operazione, sia per il livello contenuto delle risorse della programmazione 2021-2027 ancora prive di impegni giuridicamente vincolanti, sia per l'assenza di vantaggi aggiuntivi che possano favorire una nuova riallocazione dei fondi.

Le perplessità delle Regioni e il precedente di marzo

La precedente rimodulazione, approvata dalla Commissione a marzo in coincidenza con il riesame intermedio, aveva consentito all'Italia di riprogrammare quasi 7,1 miliardi di euro sulle priorità fissate da Bruxelles, su un totale europeo di 34,6 miliardi. In quel caso, pur trattandosi di un passaggio facoltativo, le Regioni avevano trovato un forte incentivo nelle condizioni più favorevoli previste per i progetti interessati.

Tra questi elementi figuravano il cofinanziamento al 100% e un anno aggiuntivo per spese e rendicontazione. La nuova proposta, invece, non può contare su questa leva, con il rischio di rendere più difficile un accordo operativo tra amministrazioni centrali e territori su eventuali interventi a sostegno delle bollette.

Nel nostro precedente approfondimento sul Pnrr del Ministero della Giustizia abbiamo evidenziato come la continuità operativa e una rendicontazione più stringente, avviata già con la milestone di dicembre 2022, siano considerate decisive per consolidare i risultati. L’articolo richiamava anche le principali linee d’intervento — riforme del processo civile e penale, digitalizzazione e investimenti in capitale umano — e i parametri usati per misurare l’impatto, come riduzione dell’arretrato e dei tempi di definizione dei procedimenti.

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