Corte dei conti, investimenti pubblici locali restano in crescita e PNRR non sostituisce la spesa ordinaria

Corte dei conti, investimenti pubblici locali restano in crescita e PNRR non sostituisce la spesa ordinaria
Investimenti locali in crescita

Nel quadro della ripresa post pandemica, la spesa per investimenti pubblici in Italia continua a rafforzarsi e raggiunge nel 2025 quota 86,7 miliardi, pari al 3,8% del Pil. Il livello locale guida questa dinamica, con le amministrazioni comunali e territoriali che concentrano una parte decisiva dei pagamenti e mostrano una forte accelerazione soprattutto nel Mezzogiorno e nelle Isole.

In evidenza

  • Gli investimenti fissi lordi della Pubblica Amministrazione raggiungeranno 86,7 miliardi nel 2025, trainati da amministrazioni locali con 48,2 miliardi di pagamenti.
  • La spesa per investimenti dei comuni cresce di oltre il 14% nel 2025, sostenuta dai beni materiali che salgono da 18 miliardi a 20,5 miliardi, soprattutto in infrastrutture collegate al PNRR.
  • Fino al 2025 il PNRR non sostituisce la spesa ordinaria, ma segnali di rallentamento emergono negli investimenti extra PNRR, specialmente nei grandi comuni.

Analisi della Corte dei conti su spesa e PNRR

Come riferisce la Corte dei conti, le Sezioni riunite in sede di controllo hanno pubblicato un approfondimento sul coordinamento della finanza pubblica dedicato alle tendenze e alle prospettive della spesa per investimenti pubblici, con particolare attenzione al livello locale di governo. Il lavoro esamina se il programma straordinario del PNRR genera un effetto aggiuntivo sugli investimenti oppure se finisce per sostituire la spesa ordinaria.

L'analisi indica che, dopo una lunga fase di contrazione culminata nel 2018, gli investimenti fissi lordi della Pubblica Amministrazione entrano in un ciclo espansivo e arrivano nel 2025 a 86,7 miliardi. In questo quadro le amministrazioni locali assumono un ruolo centrale, con 48,2 miliardi di pagamenti che rappresentano la quota prevalente della crescita complessiva.

I comuni sostengono quasi 22 miliardi di investimenti fissi lordi, in aumento di oltre il 14% rispetto al 2024. La crescita è trainata soprattutto dai beni materiali, saliti da 18 miliardi nel 2024 a 20,5 miliardi nel 2025, con una concentrazione della spesa in infrastrutture stradali, edilizia scolastica, impianti sportivi e infrastrutture abitative, comparti in cui risulta rilevante la presenza di progetti collegati al PNRR.

Divari territoriali e rischi per la programmazione

I dati evidenziano differenze territoriali marcate, con una forte accelerazione nel Mezzogiorno, dove la spesa cresce del 19%, e nelle Isole, dove aumenta del 20%, anche se i divari assoluti rispetto al Nord restano ampi. Negli enti più piccoli, penalizzati dallo svantaggio demografico, i pagamenti pro capite continuano a crescere nel 2025 e sfiorano i 900 euro per abitante, contro i 400 euro delle città più popolose.

Sul fronte della salute finanziaria, i comuni con bilanci migliori generano oltre 12,2 miliardi di spesa, ma gli enti più fragili, maggiormente dipendenti dai trasferimenti esterni e in particolare dall'amministrazione centrale, mostrano un incremento dei pagamenti rispetto al 2024 di poco inferiore al 20%. L'integrazione dei dati SIOPE e ReGiS suggerisce inoltre che, fino a tutto il 2025, il PNRR non produce un effetto sostitutivo sulla spesa ordinaria, ma si affianca a essa, mentre emergono primi segnali di possibile rallentamento della componente extra PNRR, soprattutto nei grandi comuni.

L'analisi del portafoglio di progetti comunali extra PNRR segnala comunque un bacino ampio, con oltre 200mila interventi attivi, circa 111 miliardi di finanziamenti e pagamenti cumulati superiori a 30 miliardi a tutto il 2025. La Corte dei conti rileva però fattori critici che possono limitare la capacità di questo portafoglio di sostenere la crescita nel medio periodo, tra cui l'elevata incidenza di interventi datati senza avanzamento, la frammentazione dei progetti dei piccoli enti, livelli di realizzazione più bassi nei grandi enti, una minore diffusione di opere capaci di accrescere lo stock di capitale pubblico e una flessione della capacità di programmazione più recente.

Nel nostro precedente approfondimento sull’attuazione del PNRR nel Ministero della Giustizia abbiamo evidenziato come il dicastero punti sulla continuità operativa e sul mantenimento di un “senso di urgenza positiva” per consolidare i risultati. L’articolo ripercorreva anche le principali linee d’intervento — riforme del processo, digitalizzazione e investimenti in capitale umano — e i criteri di valutazione legati a indicatori come arretrato e disposition time, insieme al ruolo della rendicontazione introdotta dalle milestone.

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