Torino avvia il confronto sul nuovo nucleare, decreti attuativi attesi entro Natale

Torino avvia il confronto sul nuovo nucleare, decreti attuativi attesi entro Natale
Torino discute nuovo nucleare

A Torino prende il via il ciclo di incontri sul nuovo nucleare sostenibile promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, con il coinvolgimento di istituzioni, imprese e operatori dell’energia. Il confronto si inserisce nel percorso successivo all’approvazione della legge delega e punta a definire il possibile contributo della nuova tecnologia nucleare alla transizione energetica italiana.

In evidenza

  • L’attuazione della legge delega sul nuovo nucleare prevede dodici mesi per i decreti legislativi, con l’obiettivo di presentarli entro Natale secondo il ministro Gilberto Pichetto Fratin.
  • Il fabbisogno elettrico italiano è oggi pari a 315 miliardi di kilowattora, con necessità di almeno 100 miliardi aggiuntivi nei prossimi quindici anni, che secondo il ministro non sono copribili solo con rinnovabili.
  • I nuovi reattori nucleari proposti offrono minore consumo di suolo e produzione continua, elementi presentati come vantaggi competitivi per la filiera energetica e il territorio piemontese.

Percorso normativo e tecnologie al centro del dibattito

Come riferito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il ministro Gilberto Pichetto Fratin indica che, dopo l’approvazione della legge delega, la norma prevede dodici mesi per i decreti legislativi attuativi e che l’obiettivo è presentarli entro Natale.

Nel suo intervento, il ministro sottolinea che rispetto alla stagione dei referendum sono cambiati tecnologia, ricerca e conoscenza. Aggiunge che il settore non guarda più alle grandi centrali, ma a piccoli reattori assemblabili, e sostiene che il fabbisogno elettrico italiano, oggi pari a 315 miliardi di kilowattora, richiede almeno 100 miliardi in più nei prossimi quindici anni, un incremento che, a suo giudizio, non può essere coperto solo dalle rinnovabili tradizionali.

Pichetto evidenzia inoltre il minore consumo di suolo dei nuovi reattori, presentandolo come un elemento di tutela del territorio insieme alla possibilità di garantire una produzione continua. L’iniziativa “Da Fermi al futuro”, ospitata alle OGR Tech di Torino e organizzata dal MASE con Unioncamere, riunisce amministratori pubblici, rappresentanti istituzionali, società partecipate e operatori del comparto energetico.

Impatto per filiera energetica e territorio piemontese

I lavori si aprono con gli interventi del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, del sindaco di Torino Stefano Lo Russo e del presidente della Camera di Commercio di Torino Massimiliano Cipolletta, segnalando il rilievo istituzionale e industriale dell’appuntamento per il territorio.

Il programma include un intervento di Alessandro Cecchi Paone dedicato alla figura di Enrico Fermi e una serie di dialoghi sulle implicazioni industriali, tecnologiche e regolatorie della nuova fonte. Tra i partecipanti figurano il consigliere giuridico del ministro Giovanni Guzzetta, il rettore del Politecnico di Torino Stefano Paolo Corgnati, il direttore generale del MASE Andrea Maria Felici, l’amministratore delegato di Nuclitalia Luca Mastrantonio e il vicepresidente di Confindustria per l’Energia Aurelio Regina.

Una seconda sessione affronta innovazione e sostenibilità con il CEO di Newcleo Stefano Buono, l’amministratore delegato di RSE Franco Cotana, il direttore del Dipartimento Nucleare di Enea Alessandro Dodaro e Francesca Ferrazza di Eni. Il confronto si estende anche alla radioattività applicata a energia, medicina e gestione dei rifiuti, con la partecipazione di Sogin, ISIN, dell’associazione italiana di medicina nucleare e del sindaco di Trino Daniele Pane.

In un nostro precedente approfondimento su Eni e sulla joint venture paritetica Searah con Petronas, abbiamo evidenziato la creazione di una nuova piattaforma che consolida 19 asset in Indonesia e Malesia, con una produzione iniziale oltre 300.000 boe/g e l’obiettivo di arrivare a 500.000 boe/g entro tre anni. L’analisi metteva in luce anche come, nonostante autorizzazioni regolamentari e obiettivi ESG allineati, il titolo restasse sotto pressione nel breve per via di segnali tecnici ribassisti, pur mantenendo un’impostazione più costruttiva nel lungo periodo.

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