Electrolux sospende il piano sugli esuberi e apre al negoziato in Italia

Electrolux sospende il piano sugli esuberi e apre al negoziato in Italia
Electrolux apre al dialogo

Si apre una finestra di circa 50 giorni per cercare una soluzione condivisa alla vertenza Electrolux dopo il confronto al ministero delle Imprese e del Made in Italy. La multinazionale indica la disponibilità a non procedere con licenziamenti e chiusure in modo unilaterale, mentre il governo punta a un accordo entro l'inizio di agosto.

In evidenza

  • Electrolux sospende il piano di oltre 1.700 esuberi e chiusure in Italia dopo il confronto di ieri al Mimit.
  • Le parti negozieranno per 7-8 settimane con l'obiettivo di raggiungere un accordo sostenibile entro l'inizio di agosto, come sollecitato dal ministro Adolfo Urso.
  • I sindacati considerano la sospensione un avanzamento ma chiedono alternative ai licenziamenti, incluso sostegno finanziario delle Regioni e interventi per il settore elettrodomestici.

Negoziato aperto dopo il tavolo al Mimit

Come riportato da Il Sole 24 Ore, nell'incontro di ieri al Mimit Electrolux annuncia la disponibilità a discutere misure condivise e rinuncia a portare avanti unilateralmente licenziamenti e chiusure. Fonti presenti al tavolo riferiscono che il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sollecita un calendario serrato di incontri per arrivare a un'intesa entro l'inizio di agosto, prima dell'avvio delle ferie estive.

Il margine temporale indicato è di 7 o 8 settimane, durante le quali le parti tornano a confrontarsi per raggiungere quello che il ministro definisce un accordo sostenibile. Resta però fermo il giudizio del governo sul piano presentato dall'azienda nelle scorse settimane, che prevede oltre 1.700 esuberi e chiusure, considerato inaccettabile e non utilizzabile come base del negoziato.

Pressione sindacale e impatto sul settore

Per i sindacati il passo compiuto al tavolo rappresenta un segnale positivo, pur senza chiudere la crisi. Davide Sperti, neo segretario generale della Uilm, afferma che la situazione non è risolta in via definitiva ma che la sospensione del piano e lo stop a iniziative unilaterali costituiscono un primo avanzamento, frutto delle mobilitazioni delle ultime settimane.

Michele De Palma della Fiom sostiene che sia stato cambiato l'ordine del giorno della vertenza, bloccando la partenza dai 1.719 esuberi, ma definisce la fase attuale una tregua armata con l'azienda. Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim, chiede che l'impegno politico venga verificato nei fatti e insiste su una discussione alternativa ai licenziamenti, anche attraverso il sostegno finanziario delle Regioni e interventi su energia, dumping e politiche industriali per l'elettrodomestico.

Anche la viceministra dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava, esprime moderata soddisfazione per l'apertura dell'azienda a un piano alternativo. Per il governo, l'obiettivo resta la tutela dell'occupazione, la salvaguardia del patrimonio industriale e il rafforzamento della competitività di un comparto strategico per il Paese.

Nel nostro precedente articolo sul piano europeo di Stellantis abbiamo evidenziato come il gruppo intenda concentrare una quota rilevante degli investimenti in Europa, assegnando all’Italia un ruolo centrale senza prevedere chiusure di impianti. L’approccio punta su nuovi modelli, innovazione e maggiore utilizzo della capacità produttiva, con funzioni specifiche per i diversi siti e un’attenzione diretta alla tenuta occupazionale della filiera automotive.

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