Italia e Paesi mediterranei Ue definiscono strategie comuni sui flussi migratori
A Roma i ministri dell'Interno e della Migrazione di Italia, Cipro, Grecia e Malta si riuniscono per coordinare una risposta comune ai rischi legati ai flussi irregolari nel Mediterraneo. L'incontro punta a portare nuove proposte ai tavoli europei, mentre l'instabilità geopolitica alimenta il timore di possibili nuove crisi migratorie.
In evidenza
- Italia, Cipro, Grecia e Malta concordano strategie comuni sui flussi migratori da presentare alle istituzioni europee, rafforzando le attività investigative sulle rotte sospette.
- I ministri ribadiscono che le operazioni di soccorso in mare devono restare una prerogativa statale per limitare l'attrattività delle ONG verso i flussi irregolari.
- Viene istituita una rete di punti di contatto tra i quattro Paesi per prevenire l'immigrazione irregolare e rispondere rapidamente alle emergenze migratorie.
Coordinamento mediterraneo e misure operative
Come riferisce il Ministero dell’Interno, la riunione al Viminale si tiene su iniziativa del ministro Matteo Piantedosi e coinvolge il ministro cipriota della Migrazione e della Protezione Internazionale Nicholas Ioannides, il ministro greco della Migrazione e dell’Asilo Athanasios Plevris e il ministro dell’Interno maltese Glenn Bedingfield. L'iniziativa era stata annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il vertice di Cipro dello scorso aprile e mira a definire strategie comuni da presentare in sede europea.I ministri condividono la necessità di rafforzare le attività investigative per individuare con tempestività le rotte sospette del traffico di migranti. Sottolineano inoltre che le operazioni di soccorso e salvataggio in mare devono restare una prerogativa degli Stati, per evitare che la presenza delle ONG in mare si trasformi in un fattore di attrazione per i flussi irregolari.
Pressione sulle politiche Ue e risposta congiunta
I quattro Paesi registrano un'ampia convergenza anche sul contrasto alla strumentalizzazione del diritto d'asilo, sulla promozione dei rimpatri volontari assistiti dai Paesi di transito verso i Paesi d'origine e sul rafforzamento della protezione delle frontiere esterne della UE.Al termine dell'incontro, i ministri decidono di creare una rete di punti di contatto dedicata alla prevenzione dei flussi irregolari. La struttura deve consentire una risposta congiunta più rapida in caso di emergenze migratorie e rafforzare il coordinamento tra i Paesi mediterranei nelle interlocuzioni con le istituzioni europee.
Nella nostra precedente analisi sulla partecipazione dell’Italia alla Our Ocean Conference in Kenya abbiamo riportato il lancio dell’Alleanza G7 per una gestione più efficace delle Aree Marine Protette e i nuovi impegni finanziari annunciati dal MASE. L’articolo evidenziava anche il rafforzamento della ricerca oceanografica con il sostegno all’infrastruttura ITINERIS e il focus su governance, monitoraggio e cooperazione multilivello per la tutela del mare.
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