Sistema fieristico italiano, ricavi 2025 record e crescita nei primi sei mesi dell'anno

Sistema fieristico italiano, ricavi 2025 record e crescita nei primi sei mesi dell'anno
Fiere italiane ai massimi

Dopo il recupero oltre i livelli pre-Covid, il sistema fieristico italiano chiude il 2025 con ricavi record e segnali di ulteriore espansione nei primi mesi dell'anno in corso. La crescita si inserisce in un contesto di internazionalizzazione delle imprese italiane e rafforza il peso economico di un settore che incide anche su turismo e Pil nazionale.

In evidenza

  • Nel 2025 il fatturato dell'industria fieristica italiana sale a 2,1 miliardi di euro, segnando un aumento del 10% rispetto al 2024 e del 35% sul 2019.
  • Il numero di eventi organizzati da associati Aefi raggiunge 915 (+4% su base annua), con 18,5 milioni di visitatori (+6% esteri su 2024) e 152mila espositori (+6%).
  • L'impatto economico complessivo del settore fieristico in Italia raggiunge 22,5 miliardi di euro, contribuendo allo 0,7% del Pil e generando oltre 10 miliardi nel turismo.

Conti 2025 e andamento del settore

Come riportato da Il Sole 24 Ore, Aefi presenta oggi all'assemblea annuale i dati preconsuntivi 2025 elaborati con Prometeia e destinati al ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso. Secondo Maurizio Danese, presidente dell'Associazione delle esposizioni e fiere italiane, nei momenti di difficoltà le aziende non riducono la presenza alle fiere, ma tendono ad aumentare l'impegno per partecipare.

Nel 2025 l'industria fieristica italiana, composta da circa 200 imprese, raggiunge un fatturato di 2,1 miliardi di euro, in aumento del 10% rispetto al 2024 e del 35% in termini reali sul 2019, al netto dell'inflazione cumulata. Prometeia stima inoltre una crescita media del 5-10% rispetto al 2019 per gli indicatori fondamentali del comparto, tra cui visitatori, espositori e numero di eventi, confermando il superamento della fase pre-pandemia.

Gli eventi organizzati o ospitati dagli associati Aefi, 56 tra quartieri fieristici e organizzatori, salgono a 915, il 4% in più rispetto al 2024. I visitatori arrivano a 18,5 milioni, con 1,5 milioni di operatori esteri, in crescita del 6% sul 2024 e del 9% sul 2019, mentre gli espositori raggiungono quota 152mila, per l'80% italiani, con un aumento del 6% su base annua.

Impatto economico e consolidamento della rappresentanza

Danese afferma che questi risultati confermano la vitalità e la competitività di un sistema che si colloca al quarto posto nel mondo e al secondo in Europa per valore. L'industria fieristica italiana genera un impatto complessivo diretto, indiretto e indotto di 22,5 miliardi di euro sul territorio nazionale, contribuisce per lo 0,7% al Pil e attiva oltre 10 miliardi di euro nel turismo fieristico.

Secondo il presidente di Aefi, il risultato deriva dalla capacità di reazione del settore e dal sostegno delle istituzioni, che riconoscono nelle fiere uno strumento di promozione e internazionalizzazione. L'obiettivo resta rafforzare il posizionamento dell'Italia nel mercato globale degli eventi e delle esposizioni, in uno scenario più competitivo che richiede una rappresentanza condivisa del comparto.

In questo percorso rientra anche il confronto con IT-EX. A gennaio le due associazioni siglano un'intesa per coordinare in modo stabile le rispettive attività e arrivare in tempi brevi a una rappresentanza unica dell'intero sistema fieristico, mentre Danese indica la fine dell'estate come traguardo per una definizione dell'assetto.

Nel nostro precedente articolo sul caro energia in Italia abbiamo ricordato l’allarme lanciato da Confindustria: il divario dei prezzi energetici rispetto ad altri Paesi europei continua a comprimere la competitività delle imprese. Nello stesso quadro, abbiamo sottolineato come a pesare siano anche burocrazia e assenza di una visione di lungo periodo, indicando l’efficienza energetica (anche tramite soluzioni come i contratti EPC) come leva concreta per ridurre consumi ed emissioni e attenuare l’impatto dei costi sull’industria.

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