La Toscana traina l’export italiano grazie al boom dei metalli preziosi di Arezzo
Nel primo trimestre del 2026 la Toscana sale al secondo posto tra le regioni italiane per export, sostenuta dal forte aumento delle vendite di metalli preziosi dal distretto di Arezzo verso la Svizzera. Il balzo porta Arezzo tra le principali province esportatrici del Paese e riflette sia l’aumento delle quotazioni dell’oro sia la debolezza della domanda interna di gioielleria.
In evidenza
- L’export di metalli preziosi da Arezzo verso la Svizzera è passato da 485 milioni a oltre 4 miliardi di euro tra primo trimestre 2025 e 2026.
- Arezzo registra oltre 6 miliardi di euro di export di metalli preziosi nel trimestre, rappresentando il 60% dell’export nazionale della categoria che raggiunge 10,3 miliardi di euro.
- Toscana cresce oltre il 30% nell’export grazie al boom dei metalli preziosi, superando Emilia-Romagna e Veneto e posizionandosi dietro la Lombardia.
Crescita dell’export nel primo trimestre 2026
Come riportato da Il Sole 24 Ore, l’aumento delle esportazioni di metalli preziosi da Arezzo verso la Svizzera passa da 485 milioni a oltre 4 miliardi di euro nel confronto tra il primo trimestre del 2025 e quello del 2026, modificando in modo rilevante il quadro nazionale dell’export.Grazie a questa dinamica, Arezzo risulta la provincia italiana con la migliore performance nel periodo gennaio-marzo e quasi raddoppia i propri valori complessivi, salendo al terzo posto tra le province esportatrici dietro Milano e Firenze, mentre dodici mesi prima occupava il decimo posto.
Nel complesso, banchi metalli e affinatori del distretto esportano oltre 6 miliardi di euro di metalli preziosi tra Svizzera e resto del mondo nel trimestre, circa il triplo rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato rappresenta il 60% dell’export nazionale della categoria, che in Italia raggiunge 10,3 miliardi di euro, il doppio rispetto a gennaio-marzo 2025.
Effetti regionali e fattori di mercato
La spinta del distretto aretino consente alla Toscana di registrare nel primo trimestre una crescita dell’export superiore al 30%, abbastanza da superare di misura Emilia-Romagna e Veneto e collocarsi per la prima volta alle spalle della Lombardia.A sostenere i valori contribuisce il forte rialzo delle quotazioni dell’oro, aumentate in media di oltre il 50% in dodici mesi, ma questo elemento non basta da solo a spiegare la portata della crescita. Un altro fattore indicato nel testo è la debolezza della domanda interna, storico sbocco delle aziende aretine.
Maria Cristina Squarcialupi, presidente di Federorafi e consigliere delegato di Chimet, afferma che la gioielleria in questa fase soffre e che l’oro non riassorbito dal mercato interno viene venduto all’estero sotto forma di lingotti. La Svizzera, aggiunge, lo utilizza sia attraverso le banche elvetiche sia per il mercato degli orologi e per successive esportazioni verso altri Paesi, tra cui India e Cina.
Nel nostro precedente aggiornamento sul prezzo dell’oro (XAU) abbiamo evidenziato un calo delle quotazioni e un quadro tecnico ancora impostato al ribasso, con il metallo giallo sotto le principali medie mobili e in una fase di consolidamento. Abbiamo anche spiegato come la minore domanda di beni rifugio e un dollaro più forte possano continuare a influenzare l’andamento dell’oro, aumentando la volatilità nel breve periodo.
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