Better Silver conferma rating creditizio A3+ da modefinance

Better Silver conferma rating creditizio A3+ da modefinance
Better Silver rating confermato

Nel comparto italiano della gioielleria in argento, BETTER SILVER S.P.A. ottiene la conferma del Corporate Credit Rating solicited a livello A3+ con outlook Affirm pubblicato il 30 giugno 2026. La valutazione segnala una buona capacità di far fronte agli impegni finanziari in un contesto di mercato che resta complesso e condizionato dalle tensioni macroeconomiche nell'area euro.

In evidenza

  • modefinance conferma il rating creditizio A3+ per BETTER SILVER S.P.A., evidenziando capacità soddisfacenti di onorare le obbligazioni assunte nel 2025.
  • Nel 2025 ricavi a 77,55 milioni di euro (-3%) e MOL in calo del 22% a 9,42 milioni di euro, con leva finanziaria stabile a 0,67x e debito netto a 17,39 milioni di euro.
  • Le prospettive macro BCE stimano inflazione area euro al 2,6% nel 2026 e PIL reale in crescita dallo 0,9% nel 2026 all'1,4% nel 2028, mentre permangono rischi su energia e materie prime.

Valutazione creditizia e risultati 2025

Come riportato da modefinance, il giudizio assegnato a BETTER SILVER S.P.A. resta pari ad A3+ (Affirm), con un'analisi che evidenzia buone capacità della società di onorare le obbligazioni assunte.

Fondata nel 1977 su iniziativa dei fratelli Bettinardi, l'azienda opera nella progettazione, produzione e commercializzazione di gioielleria in argento ed è tuttora guidata dalla seconda generazione della famiglia. La lunga presenza sul mercato sostiene il know-how del gruppo, insieme a interventi continui per migliorare l'efficienza produttiva e a investimenti mirati in innovazione e sostenibilità.

Nel 2025 la società mostra resilienza in un quadro difficile, con ricavi pari a 77,55 milioni di euro, in calo del 3%, e con un fatturato indicato intorno a 78 milioni di euro realizzato in larga parte sui mercati esteri e presso clienti di primaria importanza del settore. La performance economica registra anche una flessione dei margini, con MOL a 9,42 milioni di euro, in diminuzione del 22%, ma il profilo complessivo resta valutato come soddisfacente.

La struttura economico-finanziaria si conferma adeguata anche nel 2025, con leverage pari a 0,67x e indebitamento finanziario netto stabile a 17,39 milioni di euro. Il debito resta considerato sostenibile rispetto al patrimonio netto, pari a 0,44x, e all'EBITDA, pari a 1,84x, mentre la generazione di cassa operativa risulta sufficiente a coprire integralmente il piano di investimenti, nonostante una lieve contrazione della liquidità e un deflusso legato soprattutto a dividendi e riduzione del debito bancario.

Posizionamento settoriale e contesto macroeconomico

Il profilo di governance e controllo viene descritto come solido, con organo amministrativo collegiale, Collegio Sindacale e supporto di una società di revisione. La società adotta inoltre, da novembre 2024, il modello OdV ex 231, mentre l'assetto proprietario resta chiaramente riferibile alla famiglia Bettinardi.

Nel confronto con il peer group, BETTER SILVER S.P.A. presenta un buon posizionamento e figura tra le migliori realtà del campione nelle aree analizzate. Anche il gruppo settoriale di riferimento mostra uno stato di salute complessivamente adeguato, sostenuto da una struttura patrimoniale e finanziaria equilibrata e da performance economiche giudicate soddisfacenti.

Il quadro resta comunque influenzato dalle proiezioni della BCE per l'area euro, che indicano inflazione al 2,6% nel 2026, spinta soprattutto dal rincaro dell'energia causato dalla guerra in Medio Oriente, con successiva stabilizzazione intorno al 2% nel 2027 e nel 2028. Nello stesso scenario, la crescita del PIL reale è attesa allo 0,9% nel 2026 e poi in aumento all'1,3% nel 2027 e all'1,4% nel 2028, mentre tensioni sulle materie prime, competitività esterna debole e urgenza della transizione ecologica restano fattori rilevanti anche per le imprese manifatturiere orientate all'export.

Nel nostro precedente articolo sulle previsioni 2026 per le medie imprese industriali italiane abbiamo evidenziato che, nonostante l’incertezza internazionale, molte aziende stimano ancora una crescita di fatturato ed export. Abbiamo anche sottolineato l’aumento delle pressioni operative, in particolare le difficoltà nel reperire personale e i rischi di ricavi inferiori rispetto a scenari più stabili.

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