FederlegnoArredo segnala export in calo e import cinese in aumento nel 2026
Il comparto italiano del legno-arredo apre il 2026 con un indebolimento delle vendite estere, penalizzato soprattutto dalla frenata della domanda in U.S., Francia e Germania. Le tensioni in Medio Oriente aggravano il quadro nei Paesi del Golfo, mentre cresce la pressione competitiva delle importazioni dalla Cina sul mercato europeo.
In evidenza
- L'export della filiera legno-arredo italiana cala del 15,4% nel primo trimestre 2026 rispetto al 2025, con U.S., Francia e Germania in contrazione.
- A marzo 2026, l'export verso i Paesi Opec crolla del 66%, mentre Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita segnano rispettivamente -78,4% e -57,3%.
- L'import dalla Cina aumenta del 19,6% su base annua ad aprile 2026, indicando una tendenza strutturale nonostante il cumulato resti -6,6% rispetto al 2025.
Andamento trimestrale e mercati sotto pressione
Come riferisce Il Sole 24 Ore, sui dati elaborati dal centro studi di FederlegnoArredo su base Istat, l'effetto dei dazi negli U.S. pesa anche a marzo e porta a un calo complessivo del 15,4% nel primo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 per l'export di mobile e, più in generale, della filiera del legno. Gli U.S. restano il terzo mercato di sbocco del settore, mentre anche Francia e Germania, primi due Paesi di destinazione, registrano flessioni rispettivamente del 3,4% e del 6,9%.Nei primi tre mesi dell'anno l'export complessivo della filiera si attesta a 4,4 miliardi di euro, in diminuzione del 5,2%, confermando il rallentamento già emerso nei mesi precedenti. A marzo la flessione complessiva è del 3,1%, mentre il comparto del mobile, più esposto ai mercati esteri, segna una contrazione del 7,5%, con effetti anche sulla produzione industriale, in calo del 3,5%.
Tra i pochi mercati in crescita nella top ten degli acquirenti di mobili e prodotti in legno italiani figurano Spagna, in aumento dell'1,3%, Svizzera, del 3,3%, e Paesi Bassi, del 3%. Il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin, osserva che individuare sbocchi alternativi richiede anni di lavoro e ingenti risorse, mentre molti degli investimenti compiuti negli ultimi 10-15 anni in Russia, Cina, U.S. e Medio Oriente insistono oggi su aree in forte difficoltà.
Golfo debole e allarme sulla concorrenza cinese
La crisi in Medio Oriente innescata dalla guerra tra U.S., Israele e Iran rallenta anche i mercati del Golfo, dove negli ultimi anni le imprese italiane del legno-arredo avevano concentrato aspettative e investimenti. Nel solo mese di marzo l'export verso i Paesi Opec cala del 66%, mentre nel periodo gennaio-marzo la flessione è del 23,4%, con Emirati Arabi Uniti a -78,4% e Arabia Saudita a -57,3%.Ad aprile emerge qualche segnale di graduale ripresa, con una flessione limitata al 27% rispetto ad aprile 2025, che secondo Feltrin indica un progressivo riavvio degli scambi dopo la fase di blocco iniziale, anche se il quadro resta fragile e incerto. Parallelamente, la federazione richiama l'attenzione sull'aumento dell'import dalla Cina, cresciuto del 19,6% ad aprile su base annua, un segnale che il settore considera ormai una tendenza strutturale nonostante il cumulato 2026 resti ancora negativo del 6,6% per effetto del confronto con i picchi del 2025.
Secondo FederlegnoArredo, il mercato interno e quello europeo, che continua a rappresentare oltre il 50% dell'export della filiera, devono essere tutelati attraverso condizioni di concorrenza equilibrata. La federazione non chiede nuovi dazi, ma controlli più severi sulle merci in entrata per verificare che anche i produttori extra-Ue rispettino le norme imposte alle aziende europee.
Nel nostro precedente approfondimento sul crollo delle azioni PepsiCo (PEP) dopo i risultati del secondo trimestre 2026, abbiamo evidenziato come la crescita dei ricavi sia stata accompagnata da un EPS leggermente sotto le attese e da segnali di debolezza in Nord America legati a inflazione e consumi più cauti. L’analisi tecnica mostrava una pressione di vendita persistente e un quadro ribassista, con livelli di supporto e resistenza considerati decisivi per un’eventuale stabilizzazione.
- Forex
- Crypto