Th Resorts amplia la presenza nel lusso con la gestione della Caserma di Peschiera del Garda

Th Resorts amplia la presenza nel lusso con la gestione della Caserma di Peschiera del Garda
TH Resorts cresce nel lusso

Th Resorts rafforza la strategia nel segmento premium con un contratto di gestione per l'ex Caserma XXX maggio a Peschiera del Garda, destinata a diventare un hotel 5 stelle superior. L'operazione si inserisce in un piano che punta ad aggiungere altri tre alberghi di lusso nei prossimi 18 mesi e a portare il portafoglio a cinque strutture entro la primavera del 2028.

In evidenza

  • Th Resorts firma un contratto di gestione di 18 anni per la Caserma di Peschiera del Garda, con lavori di ristrutturazione da oltre 100 milioni di euro previsti fino alla seconda metà del 2027.
  • Il gruppo guidato da Graziano Debellini intende aggiungere tre hotel di lusso nei prossimi 18 mesi, puntando a gestire cinque strutture premium con circa 380 camere entro la primavera 2028.
  • Il piano industriale di Th Resorts prevede diversificazione nell'ospitalità open air, espansione su Adriatico, Sicilia e Sardegna e sviluppo di nuovi progetti greenfield.

Piano di sviluppo e progetto a Peschiera

Come riportato da Il Sole 24 Ore, il contratto per la gestione dell'ex caserma, già carcere militare, è stato siglato ieri e prevede una durata complessiva di 18 anni. L'immobile, parte del complesso monumentale delle Opere di difesa veneziane riconosciuto dall'Unesco dal 2017, è di proprietà dell'imprenditore Bruno Soave, che investe oltre 100 milioni di euro nei lavori di ristrutturazione.

Secondo il cronoprogramma indicato, il cantiere dovrebbe chiudersi nella seconda metà del 2027. La componente alberghiera comprende 110 camere da oltre 40 metri quadrati, tra cui circa dodici suite da 80 metri quadrati con vetrate, sauna e vasca idromassaggio privata sul terrazzo; tra i servizi previsti figurano ristorante, quattro piscine, spa e darsena privata.

Soave afferma che la partnership con Th Group punta a trasformare l'ex area militare in un'icona dell'ospitalità di alto standing, aperta anche al pubblico. Nell'operazione immobiliare si avvale della collaborazione di Quimmo Prestige Agency come advisor, mentre nel compendio della Rocca è già avviata la vendita di una quarantina di aparthotel e al piano terra, destinato al Comune, è previsto un museo dedicato al patrimonio Unesco.

Espansione del portafoglio e nuove direttrici di crescita

Il gruppo guidato da Graziano Debellini punta ad aggiungere tre hotel di lusso nei prossimi 18 mesi, guardando in particolare alle città d'arte e ai laghi del Centro Nord Italia, oltre a studiare un nuovo brand per il posizionamento nel segmento premium. Se la roadmap viene rispettata, nella primavera del 2028 Th Resorts arriva a gestire cinque alberghi di lusso con circa 380 camere.

Tra i progetti già citati rientra Palazzo Selvadego in piazza San Marco a Venezia, attualmente in riqualificazione per essere convertito in un boutique hotel con 30 suite. Sono inoltre in corso trattative per un albergo da 100 camere e per altre due strutture da circa 50 camere ciascuna.

Nel piano industriale della società, partecipata al 46% da Cdp Equity e al 46% dalla holding Solfin di Debellini, con la restante quota in capo all'Istituto atesino di sviluppo, compare anche l'ingresso nell'ospitalità open air. Il gruppo valuta infatti progetti con case mobili all'interno dei resort al mare e in montagna, possibili iniziative greenfield e un'ulteriore crescita lungo l'Adriatico, oltre al proseguimento degli investimenti in Sicilia e Sardegna sia negli hotel sia nei villaggi in gestione.

Nel nostro precedente approfondimento sulla meeting industry italiana abbiamo analizzato la crescita del turismo congressuale e il ruolo dei grandi eventi nel destagionalizzare i flussi e aumentare la spesa dei visitatori. L’articolo evidenziava il peso crescente della domanda internazionale e le criticità legate a sedi spesso obsolete e a infrastrutture e collegamenti ancora insufficienti, soprattutto nel Mezzogiorno. In questo quadro, gli investimenti in qualità dell’offerta e nelle strutture restano un passaggio chiave per rafforzare la competitività delle destinazioni italiane.

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