Mediterraneo, traffico container previsto in crescita fino al 2030
Le rotte marittime del Mediterraneo continuano a espandersi anche mentre le tensioni in Medio Oriente riducono drasticamente i transiti nello Stretto di Hormuz e condizionano il canale di Suez. Le previsioni indicano che il traffico container nell’area cresce almeno fino al 2030, confermando il rafforzamento del bacino come snodo del commercio globale.
In evidenza
- Nel 2025 i principali porti container del Mediterraneo hanno movimentato oltre 72 milioni di teu, in crescita del 5,9%, mentre il traffico intramediterraneo sale del 6,3% a 3,2 milioni di teu.
- SRM prevede un aumento del traffico container mediterraneo del 15% tra il 2025 e il 2030, con un tasso annuo del 2,8%, superiore alla media globale.
- I volumi nei porti italiani raggiungono 511 milioni di tonnellate (+3,5%) e 12,8 milioni di teu (+7,1%), trainati dal transhipment in aumento del 13,3% nel 2025.
Crescita dei volumi e prospettive al 2030
Come riportato da Il Sole 24 Ore, citando il Rapporto Italian Maritime Economy 2026 di SRM, centro studi collegato a Intesa Sanpaolo, nel 2025 i principali porti container del Mediterraneo hanno movimentato oltre 72 milioni di teu, con una crescita complessiva del 5,9%. Anche il traffico container intramediterraneo continua ad ampliarsi e nel 2025 supera i 3,2 milioni di teu, in aumento del 6,3% rispetto all’anno precedente.Lo studio, presentato a Napoli, segnala che il Mediterraneo continua a rafforzare il proprio ruolo strategico nel commercio mondiale nonostante il minore utilizzo di Suez e il quadro geopolitico più instabile. Secondo le stime di SRM, il traffico container mediterraneo aumenta del 15% nel quinquennio fino al 2030, con un tasso medio annuo del 2,8%, superiore alla media mondiale.
Per i porti italiani, nel 2025 le Autorità di sistema portuale movimentano complessivamente 511 milioni di tonnellate di merci, in crescita del 3,5%. Tutti i principali segmenti risultano in aumento, mentre il traffico container raggiunge 12,8 milioni di teu, con un progresso del 7,1% sostenuto soprattutto dal transhipment, che sale del 13,3%.
Impatto geopolitico e nuovo ruolo strategico dei porti
Secondo Massimo Deandreis, direttore generale di SRM, i porti italiani e mediterranei continuano a crescere più della media perché le tensioni geopolitiche non fermano il commercio marittimo, ma ne accelerano la riorganizzazione. In questo contesto, il Mediterraneo rafforza la propria centralità come piattaforma di connessione tra Europa, Asia, Africa e Medio Oriente, mentre imprese e carrier cercano rotte più resilienti, maggiore diversificazione e continuità operativa.Deandreis osserva inoltre che i porti del Mediterraneo non sono più soltanto punti di transito, ma infrastrutture strategiche per sicurezza economica, energia, industria e catene logistiche europee. Il confronto con il Northern range mostra questo spostamento degli equilibri, perché oggi i porti container mediterranei movimentano più merci dei grandi scali del Nord Europa.
Sul fronte mediorientale, SRM evidenzia che prima della crisi lo Stretto di Hormuz era uno dei principali snodi energetici mondiali, con il transito del 37% del greggio, del 28% del Gpl e del 19% del Gnl trasportati via mare, mentre per i container la quota si attestava intorno al 3%. Oggi i transiti nello Stretto risultano ridotti di circa il 95% rispetto alla normalità, un dato che segnala la fragilità dei chokepoint e il possibile impatto su energia, costi, assicurazioni, rotte e noli.
I grandi carrier reagiscono intanto con percorsi alternativi e soluzioni intermodali che integrano mare, strada e ferrovia, soprattutto nella Penisola Arabica. Per il settore, il quadro conferma che nella nuova logistica globale l’efficienza dipende sempre di più dalla capacità di diversificare rotte, nodi e modalità di trasporto.
Nel nostro precedente articolo sulla crescita del traffico container nel Mediterraneo abbiamo evidenziato l’aumento dei volumi nei principali porti dell’area e il rafforzamento della centralità euro-mediterranea negli scambi marittimi globali. Abbiamo inoltre riportato le stime al 2030, che indicano un incremento complessivo del 15% del traffico container, insieme alla buona performance dei porti italiani nel 2025 (merci e TEU in crescita, con spinta dal transhipment e dallo short sea shipping).
Ultime notizie su UniCredit
- Forex
- Crypto