Istat pubblica la nota su economia italiana, crescita nel 2026 e margini d'impresa sotto pressione
L'economia italiana mantiene un'espansione moderata nella prima parte del 2026, con il Pil in aumento dello 0,3% nel primo trimestre e una crescita acquisita dello 0,6% per l'intero anno. Il quadro resta però condizionato dal rallentamento della produzione industriale a maggio, dal calo degli occupati e da un'inflazione a giugno salita sopra la media dell'area euro.
In evidenza
- Italian GDP grew 0,3% quarter-on-quarter in Q1 2026, outperforming the euro area which shrank 0,2% over the same period.
- In May 2026, the seasonally adjusted industrial production index fell 0,3% from April, breaking a three-month growth streak, but rose 0,9% over March-May.
- Enterprise profit margins in Italy are declining in early 2026 amid variable input costs rising faster than sales prices, impacting all sectors, particularly agriculture and manufacturing.
Quadro congiunturale di maggio e giugno 2026
Istat segnala nella Nota sull'andamento dell'economia italiana di maggio e giugno 2026 che il contesto internazionale resta caratterizzato da una crescita ancora sostenuta negli U.S., da un'espansione più contenuta nell'area euro e da una manifattura cinese trainata dall'export ad alta tecnologia, mentre i consumi privati restano deboli.Le prospettive globali restano incerte, anche se il quadro geopolitico mostra un lieve miglioramento rispetto alle forti tensioni di inizio anno. La recente riduzione dei costi energetici non elimina infatti gli effetti sistemici della guerra tra U.S. e Iran, che continuano a pesare sull'inflazione mondiale.
Nel dettaglio, nei primi tre mesi del 2026 il Pil italiano cresce dello 0,3% in termini congiunturali, a fronte di una flessione dello 0,2% nell'area euro. A maggio l'indice destagionalizzato della produzione industriale cala dello 0,3% rispetto ad aprile, interrompendo tre mesi consecutivi di aumenti, anche se nella media del trimestre marzo-maggio l'indice registra ancora un incremento congiunturale dello 0,9%.
Occupazione, inflazione e pressione sui margini
Il mercato del lavoro mostra un arretramento a maggio, con il numero di occupati che scende a 24 milioni 336mila unità. La diminuzione riguarda uomini, donne e tutte le classi d'età tranne gli over 50, mentre per posizione professionale il calo interessa soltanto i dipendenti a termine; il tasso di disoccupazione scende al 5,0%, in calo di 0,1 punti rispetto ad aprile, contro una stabilità al 6,2% nell'area euro.A giugno, secondo le stime preliminari, l'IPCA aumenta del 3,1% su base tendenziale, superando per la prima volta da ottobre 2023 il livello medio dell'area euro, pari al 2,8% nel mese. Nel focus dedicato al sistema produttivo, Istat indica che tra il 2019 e il primo trimestre del 2026 si registrano forti aumenti sia dei prezzi di vendita, pari al 18,4%, sia dei costi degli input produttivi, pari al 17,7%, oltre a una crescita del costo del lavoro del 12,9% da metà 2022.
Dopo l'aumento registrato nel 2023, i margini di profitto delle imprese iniziano a scendere e all'inizio del 2026 la riduzione risulta diffusa a tutti i settori, soprattutto agricoltura e manifattura. La compressione dei margini deriva da un incremento dei costi variabili superiore a quello dei listini di vendita, segnalando una pressione crescente sulla redditività del tessuto produttivo italiano.
Nella nostra precedente analisi sulle prospettive economiche italiane per il 2026 abbiamo evidenziato un miglioramento rispetto al 2025, con Pil e consumi attesi in aumento, ma con una ripresa disomogenea tra Centro-Nord e Mezzogiorno. L’articolo metteva inoltre in luce il ruolo di turismo, recupero industriale e occupazione nel sostenere la crescita, in un contesto condizionato dalle tensioni geopolitiche e dai rincari energetici.
Ultime notizie su Labor Market
- Forex
- Crypto