Ministero del Lavoro stanzia 50 milioni per formazione e riqualificazione di disoccupati e cassaintegrati

Ministero del Lavoro stanzia 50 milioni per formazione e riqualificazione di disoccupati e cassaintegrati
50 milioni per formazione

Il rafforzamento delle politiche attive del lavoro passa da un nuovo fondo destinato a sostenere la formazione di percettori di NASpI e lavoratori in cassa integrazione. La misura vale 50 milioni di euro e punta ad accompagnare transizioni occupazionali, aggiornamento delle competenze e riqualificazione professionale attraverso programmi gestiti dalle Regioni.

In evidenza

  • Il Ministero del Lavoro stanzia 50 milioni di euro con il Decreto 211/2026 per formazione e riqualificazione di disoccupati e cassaintegrati.
  • Le risorse, distribuite tra le Regioni tramite il Programma GOL, finanziano percorsi formativi, aggiornamento, outplacement e laboratori collegati a specifici settori strategici e Job Days.
  • Il decreto prevede l'integrazione dei percorsi con certificazione delle competenze e la possibilità di indennità di partecipazione e bonus per genitori con figli minori di dieci anni.

Decreto 211/2026 e ambiti di intervento

Come riferisce il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Decreto direttoriale n. 211/2026 definisce le modalità di programmazione ed erogazione del Fondo per il potenziamento delle competenze per la riqualificazione professionale, previsto dall'articolo 50-bis del decreto-legge n. 73 del 2021. Il provvedimento destina 50 milioni di euro a percorsi formativi e interventi di politica attiva rivolti ai beneficiari di indennità di disoccupazione e di cassa integrazione.

I destinatari includono i lavoratori che percepiscono trattamenti di integrazione salariale per i quali, nell'arco di 12 mesi, è programmata una riduzione dell'orario di lavoro superiore al 30 per cento, oltre ai percettori di NASpI. Secondo la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone, l'intervento mira a sostenere i lavoratori nei passaggi più delicati, come il cambio di impiego, la disoccupazione o le difficoltà aziendali, facendo della formazione uno strumento per rafforzare l'occupabilità e rispondere ai fabbisogni dei settori produttivi.

Ruolo delle Regioni e impatto sul mercato del lavoro

Le risorse, già ripartite tra le Regioni con il decreto di adozione del Programma GOL, possono finanziare percorsi di aggiornamento professionale per lavoratori impiegati in imprese operanti nei settori strategici, programmi di aggiornamento o riqualificazione per beneficiari di Cig, laboratori formativi collegati a specifici Job Days, attività promosse dai Centri per l'Impiego su richiesta delle imprese del territorio e iniziative di outplacement.

Il decreto consente inoltre di integrare i percorsi con interventi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze, con l'obiettivo di rendere più spendibili le esperienze maturate nei nuovi contesti lavorativi. Se previsto dalle Regioni, il completamento con successo della formazione può anche dare accesso a indennità di partecipazione e bonus, con particolare attenzione ai genitori con figli minori di dieci anni.

Nella nostra precedente analisi sulle prospettive economiche italiane per il 2026 abbiamo evidenziato un miglioramento rispetto al 2025, con Pil e consumi in aumento, ma con una ripresa disomogenea tra Centro-Nord e Mezzogiorno. L’articolo metteva in luce anche il ruolo di turismo, moderato recupero industriale e livelli di occupazione elevati nel sostenere l’attività economica, insieme al rischio di un divario territoriale ancora più marcato.

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