Italia, filiera del legno ancora dipendente dalle importazioni nonostante la crescita delle foreste europee
L'espansione del patrimonio forestale europeo non basta a risolvere la carenza di materia prima che pesa sulla competitività dell'industria del legno. In Italia il divario resta evidente, perché alla crescita dei boschi si affianca una forte dipendenza dall'estero per soddisfare la domanda interna.
In evidenza
- L’estensione delle foreste europee supera i 232 milioni di ettari nel 2025-2026, crescendo mediamente di 665mila ettari l’anno negli ultimi 35 anni.
- In Italia la dipendenza dalle importazioni resta elevata: nel 2024 importati circa 1,47 milioni di metri cubi di materiale tondo su un consumo di 5,45 milioni.
- La filiera foresta-legno italiana genera nel 2020 oltre 113 miliardi di euro di valore aggiunto e impiega circa 2,4 milioni di persone.
Crescita dei boschi e vincoli per l'industria
Come riporta Il Sole 24 Ore, il Report annuale 2025-2026 della European Organisation of the Sawmill Industry, EOS, indica che le foreste europee coprono oltre 232 milioni di ettari, pari al 35,4% della superficie terrestre del continente.Negli ultimi 35 anni l'estensione forestale cresce di oltre 23 milioni di ettari, con un aumento medio di circa 665mila ettari all'anno. Parallelamente, lo stock legnoso europeo raggiunge 38,3 miliardi di metri cubi, in aumento di circa il 45% rispetto al 1990.
Nonostante questa dinamica, la disponibilità di materia prima per l'industria del legno si conferma una delle principali criticità per la competitività della filiera e per gli obiettivi di sostenibilità europei. Il tema emerge dagli Stati Generali Foresta-Legno organizzati a Bologna da Filiera Legno, associazione che rappresenta quasi 600 imprese del settore.
Il nodo italiano tra import ed economia della filiera
Nel quadro europeo, l'Italia presenta un paradosso strutturale: dispone di una superficie forestale in costante crescita e di un patrimonio boschivo tra i più estesi d'Europa, ma continua a dipendere in misura significativa dalle importazioni di materia prima legnosa.Nel 2024 il Paese importa circa 1,47 milioni di metri cubi di materiale tondo, mentre il consumo nazionale di legname segato di conifera si mantiene intorno a 5,45 milioni di metri cubi. Allo stesso tempo emergono segnali più favorevoli sul lato produttivo, perché la produzione nazionale di segati di conifera torna a crescere e si avvicina a un milione di metri cubi.
Per la filiera foresta-legno la posta in gioco resta ampia anche sul piano economico. Nel 2020 il comparto genera oltre 113 miliardi di euro di valore aggiunto e occupa circa 2,4 milioni di persone tra attività forestali, prima trasformazione e industrie collegate.
Nel nostro precedente approfondimento sul calo dell’export della filiera legno-arredo italiana nel primo trimestre 2026 abbiamo segnalato un indebolimento delle vendite estere, penalizzato soprattutto dalla frenata della domanda in U.S., Francia e Germania e dalle difficoltà nei mercati del Golfo. Abbiamo inoltre evidenziato la crescente pressione competitiva delle importazioni dalla Cina e la richiesta del settore di controlli più severi sulle merci in entrata per garantire condizioni di concorrenza equilibrata in Europa.
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