Tim ottiene un primo vantaggio legale nella disputa sulle torri con Inwit
La controversia sui contratti per l'utilizzo delle torri entra in una fase più delicata dopo il rigetto, da parte del Tribunale di Milano, della richiesta cautelare con cui Inwit puntava a bloccare il recesso di Tim dal Master service agreement. La decisione non risolve ancora il merito della causa, ma rafforza temporaneamente la posizione di Tim in uno scontro che coinvolge uno dei principali flussi di ricavi della tower company.
In evidenza
- Il Tribunale di Milano respinge la richiesta di Inwit di bloccare l'uscita di Tim dal contratto sulle torri, escludendo motivi d'urgenza.
- Inwit sottolinea che il Tribunale non si è ancora espresso sulla legittimità del recesso, mentre il contratto con Tim vale circa il 40% dei ricavi annuali della società.
- Il titolo Inwit chiude in rialzo del 2,56% a circa 6,6 euro nonostante il diniego della misura cautelare, con gli analisti che lo considerano ancora sottovalutato.
Scontro contrattuale e prossime mosse giudiziarie
Come riportato da Il Sole 24 Ore, il Tribunale di Milano respinge l'istanza con cui Inwit tenta di congelare in via cautelare l'uscita di Tim dal contratto che disciplina l'uso delle torri. Il giudice non ravvisa infatti il rischio di un danno imminente e irreparabile, presupposto necessario per fermare subito il recesso, pur in una vicenda destinata a richiedere tempi lunghi.Tim, guidata da Pietro Labriola, afferma in una nota che il Tribunale esclude sia i motivi d'urgenza sia gli elementi per sostenere un abuso di dipendenza economica nei confronti di Inwit. Il gruppo esprime soddisfazione e sostiene di avere agito nel rispetto degli accordi contrattuali.
Inwit contesta però la lettura di Tim e precisa che il Tribunale non si pronuncia sulla legittimità del recesso nel merito. La società sostiene che la questione resta aperta e rinviata a un giudizio pieno, annuncia la richiesta senza indugio del procedimento di merito e valuta anche un reclamo contro l'ordinanza.
Al centro del contenzioso resta l'interpretazione della durata del Master service agreement. Inwit ribadisce che l'opzione esercitata nel 2022 estende il contratto fino al 2038, senza possibilità di uscita anticipata, mentre Tim sostiene che la scadenza sia fissata al 2030 e che il recesso sia stato notificato nei tempi previsti.
Impatto su ricavi, clienti e valutazioni di mercato
La disputa assume un rilievo industriale più ampio perché si inserisce nel tentativo delle telco di alleggerire contratti firmati in una fase di mercato diversa e oggi considerati più onerosi. Un eventuale esito favorevole ad altri operatori potrebbe incidere in modo significativo sulla visibilità dei ricavi di Inwit.Tim e Fastweb sono i due principali clienti della tower company e insieme rappresentano circa l'85% dei ricavi, che si aggirano attorno a 1 miliardo di euro. Il solo contratto con Tim vale circa il 40%, mentre resta ancora pendente la decisione sulla richiesta cautelare collegata al contenzioso con Fastweb.
Nonostante il mancato ottenimento dello scudo urgente, il titolo Inwit a Piazza Affari recupera dopo un iniziale calo e chiude in rialzo del 2,56%. Secondo il sentiment di vari analisti richiamato nel testo, il mercato sembra avere già incorporato questo scenario e il titolo continua a essere considerato sottovalutato, intorno a 6,6 euro.
Nel nostro precedente approfondimento sul titolo Telecom Italia (TIT) abbiamo analizzato il quadro tecnico a breve e medio termine, evidenziando una fase di debolezza con quotazioni sotto le principali medie mobili e segnali prevalentemente di vendita dagli indicatori. L’analisi indicava un movimento atteso in un range ristretto e sottolineava l’importanza del recupero dell’area di resistenza intorno a €8,01 per migliorare il sentiment nel breve.
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