Italia approva misure sulla sicurezza e rafforza la confisca dei beni mafiosi

Italia approva misure sulla sicurezza e rafforza la confisca dei beni mafiosi
Italia rafforza misure antimafia

Il Consiglio dei ministri approva nuove misure su ordine pubblico, tutela dei giornalisti e contrasto alla criminalità organizzata. Il pacchetto amplia i poteri preventivi delle autorità nei luoghi pubblici e aggiorna anche le regole sul recupero dei patrimoni illeciti nel quadro europeo.

In evidenza

  • Italia introduce nuove misure che consentono ai questori di vietare raduni pubblici intimidatori e facilitano l'identificazione di individui ritenuti pericolosi.
  • Il Consiglio dei ministri approva l'estensione della confisca dei beni mafiosi, includendo il profitto, il prodotto, il prezzo e la confisca per equivalente dei beni strumentali.
  • Il nuovo quadro normativo, in attuazione della direttiva UE 2024/1260, rafforza la prevenzione, la tutela dei giornalisti e il coordinamento nella lotta economica alle organizzazioni mafiose.

Nuove regole su raduni, identificazioni e tutela dei giornalisti

Come riportato da Gnews Online, citando Palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri dà il via libera a un nuovo disegno di legge su sicurezza, prevenzione del disagio giovanile e funzionamento delle Forze di polizia e del Ministero dell'interno.

Il provvedimento, proposto anche dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, introduce un nuovo strumento di prevenzione. Il questore potrà disporre l'avviso orale e il divieto di raduno per cinque o più persone che, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, mettano in atto comportamenti intimidatori, di grave molestia o violenti contro persone o cose.

Questi strumenti potranno essere attivati solo nei confronti di persone già destinatarie, nei cinque anni precedenti, di misure di prevenzione o di provvedimenti a tutela della sicurezza urbana, oppure condannate, anche con sentenza non definitiva, per delitti contro la persona o il patrimonio commessi in luogo pubblico. Viene inoltre estesa la possibilità di accompagnamento e trattenimento negli uffici di polizia ai fini dell'identificazione di chi, sulla base di circostanze concrete, sia ritenuto fonte di concreto pericolo per la sicurezza.

Il disegno di legge introduce anche due nuove aggravanti comuni. La prima aumenta la pena per delitti non colposi contro la vita, l'incolumità individuale e la libertà morale commessi ai danni dei giornalisti nell'esercizio o a causa della loro attività e dei direttori di testata; la seconda prevede un aggravio sanzionatorio per chi, oltre a violare un provvedimento di rimpatrio o il divieto di reingresso nel territorio dello Stato, commette un delitto.

Sono inoltre previste un'autonoma fattispecie aggravata di danneggiamento, l'estensione della procedura accelerata di sgombero a tutte le ipotesi di occupazione arbitraria e la procedibilità d'ufficio per il reato di lesioni personali lievi commesso ai danni di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza.

Impatto sul contrasto alle mafie e allineamento europeo

Il Consiglio dei ministri approva inoltre, in esame preliminare, un decreto legislativo sul recupero e la confisca dei beni della criminalità organizzata. Anche questo intervento è proposto dal guardasigilli Carlo Nordio e attua la direttiva UE 2024/1260 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 aprile 2024.

Nel testo si evidenzia che l'ordinamento italiano è già avanzato sul terreno delle misure patrimoniali, sia in sede penale sia nella normativa antimafia. Il nuovo quadro rafforza la confisca dei proventi del reato, inclusi profitto, prodotto e prezzo, e introduce la confisca per equivalente dei beni strumentali, cioè dei beni utilizzati per commettere il reato, quando non sia possibile procedere alla confisca diretta.

L'intervento amplia così gli strumenti a disposizione dello Stato sia nella prevenzione dei rischi per la sicurezza pubblica sia nell'aggressione economica ai patrimoni criminali. Per il sistema italiano della sicurezza e della giustizia, le nuove norme puntano a un coordinamento più stretto tra ordine pubblico, tutela delle categorie esposte e contrasto finanziario alle organizzazioni mafiose.

Nel nostro precedente articolo sul decreto del 14 luglio 2026 del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali abbiamo ricostruito i tetti massimi rimborsabili ai Comuni per le spese tecniche e organizzative delle consultazioni referendarie e suppletive del 22-23 marzo 2026. Abbiamo inoltre evidenziato l’avvio del pagamento di un acconto pari al 90% degli importi spettanti e la validazione dei rendiconti inviati alle Prefetture entro il 31 ottobre 2026, nonostante criticità della piattaforma telematica.

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