L'EUR/USD si mantiene a 1,17 dollari grazie ai commenti dovish di Powell che sollevano l'euro

L'EUR/USD si mantiene a 1,17 dollari grazie ai commenti dovish di Powell che sollevano l'euro
EUR/USD si consolida vicino a 1,17 mentre l'orientamento dovish di Powell favorisce l'euro contro il dollaro

L'euro si mantiene vicino a 1,17 lunedì dopo un forte rally alla fine della scorsa settimana, quando il discorso del presidente della Federal Reserve Jerome Powell a Jackson Hole ha segnalato una posizione politica più morbida. Il cambiamento ha spinto il dollaro al ribasso e ha riportato la coppia EUR/USD al di sopra della media mobile a quattro ore, invertendo settimane di pressione sulla valuta comune.

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I punti salienti

- Dopo l'impennata di venerdì, la coppia EUR/USD è tornata vicino a 1,17, recuperando le medie mobili chiave e la resistenza della linea di tendenza.

- I commenti di Powell a Jackson Hole hanno aumentato le probabilità di taglio dei tassi, pesando sul dollaro in vista dei dati statunitensi di questa settimana.

- La resistenza a breve termine si trova a 1,1735-1,1750, con 1,1780-1,1820 come obiettivo di estensione se lo slancio aumenta.

Powell ha dichiarato che i rischi per l'occupazione sono in aumento e ha lasciato intendere che l'equilibrio dei rischi potrebbe giustificare un allentamento. I mercati dei tassi si sono rapidamente riprezzati, con gli operatori che ora assegnano circa il 75% di probabilità a un taglio a settembre, in calo rispetto al 90% dell'inizio del mese, ma ancora di supporto per i tori dell'euro.

Posizionamento tecnico

La coppia EUR/USD ha recuperato la linea di tendenza discendente che ha bloccato i rialzi di metà agosto, spostando il bias verso l'alto. La ripresa è iniziata da 1,1630, che coincide con il 61,8% di ritracciamento del ribasso di fine luglio. Le EMA 20, 50, 100 e 200 si raggruppano strettamente tra 1,1640 e 1,1660, creando un primo supporto per i ribassi. Il prossimo perno è 1,1700-1,1710, allineato al ritracciamento del 78,6%. Al di sopra di esso, la resistenza si trova a 1,1735-1,1750, e una rottura netta sbloccherebbe 1,1780-1,1790, con un potenziale di estensione verso 1,1820.

Dinamica dei prezzi EUR/USD (Fonte: TradingView)

Gli indicatori di momentum confermano la stabilizzazione. L'RSI a quattro ore è passato dall'ipervenduto agli anni '60 durante il rally di venerdì e da allora si è raffreddato fino alla sua linea media, un tipico reset prima di una spinta secondaria. Se l'RSI si mantiene al di sopra di 45-50, gli acquirenti rimangono favoriti. Un calo decisivo al di sotto di questa zona sposterebbe l'attenzione sul cluster EMA per un test più approfondito.

Driver macro e prospettive

La debolezza del dollaro domina i flussi a breve termine. Il calendario degli Stati Uniti prevede la vendita di nuove case e i discorsi dei funzionari della Fed John Williams e Lorie Logan, ma l'evento chiave è il rapporto sull'inflazione PCE core di venerdì. Un dato più debole convaliderebbe la narrativa dell'allentamento e manterrebbe EUR/USD al di sopra dell'intervallo. Una lettura forte, tuttavia, potrebbe rilanciare la forza del dollaro e far tornare la coppia verso la metà di 1,16. In Europa, i fondamentali restano modesti ma stabili. Il sondaggio IFO tedesco è previsto vicino a 88,6, riflettendo una stagnazione piuttosto che un ulteriore deterioramento. Nel frattempo, il sentiment tra gli asset è favorevole: Il rally di Wall Street ha sollevato le azioni, i mercati del credito rimangono calmi e i rendimenti europei sono scesi, tutti fattori che migliorano la propensione al rischio e riducono il vantaggio relativo del dollaro.

Per i trader, il playbook è definito. I pullback a 1,1680-1,1700 sembrano acquistabili a patto che la banda EMA tenga. Una rottura prolungata di 1,1750 confermerebbe la continuazione rialzista, puntando a 1,1780 e 1,1820. Gli orsi hanno bisogno di una chiusura al di sotto di 1,1660 per riportare il controllo verso 1,1635 e potenzialmente 1,1540.

In un precedente articolo, abbiamo evidenziato la vulnerabilità di EUR/USD quando il PIL tedesco è stato rivisto al ribasso e le probabilità di taglio dei tassi della Fed sono diminuite, mantenendo la pressione sull'euro. L'ultimo rimbalzo mostra quanto velocemente il sentiment possa oscillare quando le aspettative politiche cambiano. Questo sottolinea l'importanza dei dati nel confermare o mettere in discussione la narrativa dell'allentamento, mentre le contrattazioni estive volgono al termine.

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